Terapie

Terapie: un paziente su due se ne frega

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Su due miliardi di prescrizioni mediche l’anno a livello mondiale, solo la metà sono seguite correttamente dai pazienti. In particolare, un terzo le segue in pieno, un terzo solo in parte e il restante terzo non le segue affatto. Sono i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità citati da Francesca Merzagora, presidente dell’Osservatorio salute donna, per presentare «Winter Village» in via Mario Pagano a Milano, convegno aperto al pubblico iniziato oggi e che durerà fino a domenica. La manifestazione darà indicazioni sul corretto uso dei farmaci e ospiterà specialisti. Ma il problema dei problemi sta nella diagnosi della malattia a uno stato precoce e nell’aderenza alla terapia. Così Claudio Mencacci, presidente della Società di Psichiatria ha proposto una più stretta collaborazione con i medici di famiglia per fissare – ad esempio per la depressione – precisi sintomi che indichino la necessità di inviare il paziente allo specialista. Ma c’è anche un enorme gap fra la prevalenza stimata delle malattie e l’accesso alla diagnosi: «Tra ansia, depressione, disturbo bipolare, schizofrenia – dice Mencacci – sono almeno 16 milioni i pazienti in Italia, ma sono solo un milione coloro che si rivolgono ai centri di salute mentale. E tutti gli altri?». Per Matteo Piovella, presidente della Società di Oftalmologia, sono «almeno 300 mila coloro che in Italia hanno un problema di maculopatia, ma solo per 100 mila si riesce a impostare una terapia corretta, perchè i farmaci, che altrove sono disponibili normalmente, in Italia sono in fascia H, solo in ospedale». E per il diabete? « Il 65% dei pazienti a un anno dalla diagnosi non assume i farmaci in modo corretto e i140% dopo 12 mesi interrompe la terapia», dice Nicoletta Muscchio, presidente dell’Associazione Medici Diabetologi. Per Musacchio, nel diabete, il medico bravo non è quello che diagnostica subito ma quello che responsabilizza il paziente».
E per Claudio Cricelli, presidente della Società di medicina generale, compito del medico di famiglia è anche farsi carico di individuare la tendenza verso la malattia, a livello preclinico, per correggere i comportamenti sbagliati e fare in modo che il paziente non arrivi ad ammalarsi.




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