Mangiare

La mia via

Il metodo Lamberclock: lungi da me dal proporre diete e altri rimedi analoghi o scorciatoie per prendere peso perdendolo riporto quivi l’accaduto metabolico in corso d’opera a seguito dell’avvento/impiego del microinfusore sommato con l’invecchiamento e degrado fisico conseguente, tali passaggi hanno comportato un incremento consistente del peso corporeo. Fino a cinque anni fa il mio peso oscillava tra 62 e 63 kg. Ora tra 72 e 73 kg. La coesistenza tra diabete tipo 1 e artrite reumatoide rende non più rinviabile una normalizzazione del peso, un ritorno alle medie presenti prima dell’applicazione del microinfusore.
La forza di volontà e determinazione stanno alla base del raggiungimento dell’obiettivo. E cosi con i primi giorni dell’anno 2017 sono passato da 73 kg a 68 kg.
La terapia dietetica è fondamentale e in molti casi sufficiente per la cura del diabete sia di tipo 1 che di tipo 2.
Generalmente assume le connotazioni della tipica alimentazione sana di stampo mediterraneo. È molto simile per entrambi i tipi del disturbo, anche se per i diabetici di tipo 1 andrà posta maggiore attenzione all’apporto di alimenti ed in particolar modo di carboidrati al fine di raggiungere e mantenere il peso ideale per garantire il regolare svolgimento delle attività fisiche e metaboliche, mentre per i diabetici di tipo 2, spesso in sovrappeso, la dieta andrà calibrata in modo tale da favorire la riduzione del peso corporeo fino a livelli accettabili.
Un semplice calo ponderale del 5-10% migliorerà il controllo metabolico favorendo la riduzione della glicemia, della pressione arteriosa ed il miglioramento del quadro lipidico.
In entrambi i casi la dieta va mantenuta, nei limiti del possibile, varia, gradevole e rispettosa delle abitudini e preferenze del paziente. Il frazionamento in vari pasti della razione calorica, stabilita in base al suo fabbisogno, e glicidica giornaliera dipende dallo schema di insulinoterapia adottato dal paziente. In generale vengono evitati lunghi periodi di digiuno tra un pasto e l’altro e la concentrazione di calorie e glicidi in un solo pasto, in particolare per i diabetici di tipo 2 che seguono solo una terapia dietetica o una dieta ipoglicemizzante.
Va stabilito inoltre l’apporto dei diversi nutrienti, generalmente ripartito come segue:
Proteine: 0,8-1,2 g /kg/ peso ideale che provvede a circa il 15% del fabbisogno calorico
Lipidi: 8% saturi, 14% monoinsaturi, 6-8% polinsaturi ; il colesterolo alimentare non deve superare i 300 mg/die preferibili  lipidi di origine vegetale. Le calorie lipidiche rappresentano il 25-30% del fabbisogno giornaliero in soggetto normopeso. 20-25% in quelli sovrappeso.
Glicidi: semplici 20% e 80% complessi; la percentuale di calorie deve fornire il 55% del fabbisogno calorico.
Come accennato, per i diabetici di tipo 1 va prestata particolare attenzione alla scelta dei carboidrati: andranno preferiti quelli a basso indice glicemico associati a fibre (in questo caso la quota di carboidrati nella dieta può arrivare al 60% delle calorie totali).
Il saccarosio (zucchero da cucina) non deve assolutamente superare il 5% delle calorie totali (max 15-20 grammi). Tale quantità può essere inconsapevolmente superata consumando dolci e/o alcuni prodotti confezionati (biscotti, snack, bibite ecc. ad alto contenuto glucidico e lipidico), il cui utilizzo va quindi limitato. Per lo stesso motivo è bene sostituite lo zucchero con dolcificanti senza valore nutritivo (approvati dalla FDA) assolutamente privi di rischi per il paziente.
Sono da evitare inoltre miele, cioccolato, marmellata, primi piatti elaborati preparati con condimenti grassi (lasagne, tortellini, cannelloni, risotti ecc.), pizze elaborate, sostituti del pane con grassi aggiunti e sale (crackers, grissini, panini all’olio, focacce), frutta secca (pinoli, castagne, mandorle, noci, arachidi, datteri ecc.), avocado, frutta sciroppata, banane, mandarini, uva, melograno, fichi, cachi o loti; vanno evitati i succhi di frutta e le bevande zuccherate in genere.
Da preferire decisamente sono i primi piatti semplici (pasta e riso meglio integrali abbinati per esempio a pomodoro, tonno e verdure) senza esagerare con le dosi e senza consumare nello stesso pasto due alimenti amidacei come pane e pasta, oppure pane e riso, pizza e pasta ecc; non crea inoltre problemi il consumo di frutta e verdura ad eccezione di quella presente nella lista degli alimenti sconsigliati. Le carote, al contrario di quanto molti credono, possono essere consumate tranquillamente.
Nel mio caso per arrivare a regolare e calare di peso ho praticamente applicato un standard alimentare basata sull’allineamento dei carboidrati ai pasti, ovvero 44 grammi a colazione, pranzo e cena. Ma non basta: occorre, cosa che faccio, tenere monitorata la curva glicemica abbassando l’insulina basale e i boli prandiali per contenere l’effetto ipoglicemizzante di tale contesto alimentare.