Emozioniamo

Raccontare l’obesità sul palco di un teatro

Un gruppo di pazienti ed ex pazienti si mette in gioco per parlare della malattia, la sofferenza e aiutare a prevenirla andando anche alle scuole. A Forlì è nato da un gruppo di pazienti in ospedale e finirà sul palcoscenico ad aprile il primo progetto italiano di percorso e spettacolo teatrale sul tema dell’obesità. L’idea è diventata realtà grazie all’Associazione Sartoria teatrale, i pazienti, alcuni medici e professionisti dell’Unità operativa di chirurgia endocrina dell’ospedale di Forlì, diretta dal dottor Alberto Zaccaroni, e di Geriatria, diretta dal dottor Giuseppe Be-nati, in collaborazione con il Comune di Forlì, il patrocinio del Comune di Forlimpopoli, dell’Ausl Romagna e del Gruppo Ausl Romagna Cultura, Casa Artusi e il contributo del gruppo Consorti Rotary Club di Forlì.

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Dall’ospedale al teatro «Si tratta di un lavoro teatrale che affronta il tema dell’obesità assieme ai pazienti – spiegano i promotori- con in scena obesi attualmente in cura ed ex obesi che hanno superato la condizione di malattia attraverso interventi all’interno dei reparti dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì. Riteniamo che il linguaggio teatrale possa aiutare i pazienti ad affrontare positivamente il percorso di guarigione e nel contempo offrire l’occasione ad un pubblico più ampio per superare i pregiudizi, gli stereotipi nei confronti di ammalati che non vengono considerati vittime di una malattia. Per infrangere lo stigma sociale di cui chi è affetto da obesità dolorosamente soffre». Un’occasione che parte dall’esperienza estrema di alcune persone, per far riflettere sul rapporto con il cibo e sulla corretta alimentazione.

Prevenzione «Chi addita le persone di cui ci occupiamo nel nostro reparto, ovvero obesi gravi con 70/80 kg di sovrappeso — spiega il primario Alberto Zaccaroni—non tiene in minimo conto la sofferenza che c’è dietro a queste situazioni.

Ogni anno si rivolgono a noi circa 150 pazienti, ne selezioniamo 30/40, quelli insieme più gravi ma anche più motivati a intraprendere il complesso percorso di cura che non prevede solo l’intervento chirurgico di bendaggio gastrico o riduzione dello stomaco ma un più articolato impegno psicologico. Il nostro scopo non è rendere queste persone più belle, ma più sane, in grado di riappropriarsi dei propri movimenti e anche di piacere di più a se stessi». Oltre allo spettacolo teatrale “Golosi della vita. Golosi del proprio bene” (che esordirà al Teatro Diego Fabbri di Forlì la sera del 28 aprile prossimo, con repliche mattutine per le scuole il 29 aprile e che verrà in seguito presentato in altri teatri) e il laboratorio di costruzione dello stesso spettacolo con i pazienti, il progetto prevede anche una serie di interventi nelle scuole di presentazione della tematica per la prevenzione, con un “format” agile ed efficace.



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