Attenti a quelle 2

Strano tu

Klau Kostaj

Un strano rapporto quello che hai con il diabete ultimamente. Che in un certo senso non riesci neanche a darli un nome. Ma sembra che si è arrivato in un punto in comune. Un equilibrio. Ecco, forse questo è il termine giusto. Equilibrio. Lui c’è. Ma ci sei anche tu. Due parti opposte che ormai non si fanno più la guerra. Eh si. A quanto pare è così. O in linea di massima per lo meno. E come mai direbbe qualcuno? Perché tu l’hai voluto. Facile dirlo direbbe qualcuno. Lo so. Lo sai. Facile non è mai. Forse ci sono voluti 19 anni di convivenza. Forse hai avuto bisogno di farti male prima. Forse perché questo è il suo/tuo/vostro percorso. Ma allo stesso tempo sai che sei arrivata a questo punto con tanto lavoro. Eh si.

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Perché il diabete è un lavoro. É un ragazzo, marito, figlio. Come in ogni rapporto anche qui ci vuole tanto impegno. Tanta pazienza. A volte anche tante lacrime. Eh si. E sotto certi punti di vista, il rapporto con il diabete è dei peggiori, perché se non te ne va più bene, non puoi dire “non ti voglio più”. Eh no. Con lui quel “finché la morte ci separi” è davvero per sempre. E con questo non pensate che non crede alla scienza e al fatto che si lavora per trovare una cura. A quella ci sperano tutti, anche chi pensa di averci rinunciato. Però non sarà domani. Così che finché non ci sarà, il diabete sarà per sempre. Così che ti tocca lavorarci su a questo rapporto. A cercare di salvare qualcosa, a salvare te stessa da quella sensazione logorante che ogni tanto hai. Eh lo so. Ci passano un po tutti. Solo che a volte qualcuno ci rimane li incastrato. Ma tu no. Hai trovato il modo di uscirne. Come neanche tu lo sai. Forse perché hai capito che a farli la guerra perdevi solo tu. Forse perché ormai c’è, è parte di te. E piano piano si cerca un compromesso, come in una coppia.

Perché siete una coppia. Siete due cose che formate una persona sola. Quella che adesso sei. Quella persona che a volte non vorrebbe tutto questo, quella che vorrebbe essere libera di vivere ma che ha intorno a sé le catene del diabete. Ma la stessa che ha imparato a volare così. Eh si. C’è l’hai fatto lo stesso. E hai imparato a parlare di lui senza vergognarti. Senza sentirti in colpa per qualcosa che neanche avevi cercato. Piano piano hai cominciato a vivere davvero. Ad avere una vita. Perché si, il diabete è parte di te, ma non è la tua vita… (Ps. Questa foto rappresenta davvero l’equilibrio che c’è in questo momento. Giornata allegra in compagnia di amiche a fare un set fotografico. E visto che sul reggiseno il micro mi stava danno fastidio sdraiata in quel modo, me la sono messa sui pantaloni, senza cercare di nasconderlo o cosa. Era un gesto normale che neanche ci ho pensato. Ed è finita lì. Prima ho preso le foto e mi sono innamorata di questa. E solo guardando con attenzione mi sono resa conto della presenza del micro nella foto. Vicino a me. Come se fosse la cosa più normale del mondo. Come deve essere. 🙂