Emozioniamo

Essere ed esserci

Allestiamo ponteggi, facciamo ponti, costruiamo palazzi e spianiamo strade, autostrade per arrivare dove si parte e tornare laddove si arriva, e così è tutti i giorni e così è pure oggi tra feste che vanno altre che vengono, riti e tradizioni presenti e passati, scomparsi e apparsi o apparenti: accidenti. C’è un dato fatto invece immortale e sta lì, non lo riesci a dimenticare, o meglio ci provi quando giungi e superi gli anta: si tratta di un anniversario, di un compleanno, magari è proprio il tuo?

Il diabetico è un essere strano a vedersi. Avete presenti il giochino della Settimana Enigmistica: scopri le differenze? Ecco quali sono c’è da chiedersi. Effettivamente non ce ne stanno tranne per coloro che portano la pompa per insulina o un sensore, beh giusto quello può essere un identificatore, una sorta di status symbol (volenti o nolenti). Il diabetico è uno strano animale poiché nel momento che si tratta della malattia da solo vuol stare e non certo in compagnia (eccezion fatta se c’è lo sponsor o qualche personalità di culto da osannare). Il diabetico ama il virtuale e non il reale nel mentre si tratta di affrontare la sua patologia: una sorta di sacrestano del confessionale e antesignano dell’anonimato e privacy non del dating e dell’avering.

È la regola.

Poi c’è l’eccezione eccezionale veramente: trovare un collega di patologia bravo, bello, intelligente, sensibile, e presente, affidabile. Merce rara, molto e sempre, soprattutto di questi tempi. E se la trovi in una persona giovane la cosa si fa ancora più straordinaria.

In questi dieci anni di blog a parte il lungo periodo di redazione e scrittura in solitaria ho cercato negli ultimi anni di trovare soci con cui condividere il percorso: diabetici sì ma anche “operatori sanitari”, senza successo. Poi negli ultimi due anni sono accaduti due momenti significativi per l’arricchimento di codesto spazio: l’arrivo di Klau Kostaj e della dottoressa Maria Carcuro.

Non l’ho mai fatto da queste pagine: desidero ringraziare Klau Kostaj e fargli gli auguri, tardivi, di buon compleanno (23 aprile) anche a nome di tutti i lettori de Il Mio Diabete.

La ringrazio non solo per l’apporto significativo in termini di contenuti dato al blog ma perché Klau rappresenta quell’eccezione che lascia il segno: è la collega di patologia brava, bella, intelligente, sensibile, affidabile, presente. E ancor di più sottolineo il suo esserlo nonostante i sacrifici quotidiani fatti per coniugare interessi e lavoro, passioni e doveri, con orari spezzati, riesce ad esserci sempre con un grande dose di umiltà e spirito di sacrificio.

Per quanti ancora non lo sapessero Klau è una giovane donna albanese diabetica tipo 1 di 26 anni, ci conosciamo da sei anni, e sinceramente le auguro di avere al più presto la cittadinanza italiana e coronare qui i suoi desideri e veder realizzate le sue speranze.

Grazie  Klau!