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Lo smartphone controlla le cellule aiutandole a mantenere il diabete compensato

Le cellule ingegnerizzate per produrre insulina sotto il comando di uno smartphone hanno contribuito a mantenere i livelli di zucchero nel sangue entro i limiti normali in topi diabetici, un nuovo studio riporta. Più di 415 milioni di persone nel mondo sono affette da diabete, e spesso devono iniettarsi con insulina per gestire lo loro zucchero nel sangue. Le cellule umane possono essere geneticamente manipolate in fabbriche viventi che producono altresì con efficienza a fornire ormoni e molecole di segnalazione, ma la maggior parte dei circuiti biologici sintetici non offrono lo stesso grado di sensibilità e precisione dei sensori digitali. La combinazione di tessuti viventi e tecnologia, testata da Jiawei Shao et al. a portato alla creazione di cellule personalizzate che producono insulina quando sono illuminate da luce rossa a onda lunga (le stesse lunghezze d’onda emesse dalle lampadine per la terapia a infrarossi). 

I ricercatori hanno aggiunto alle cellule una guaina morbida biocompatibile che conteneva anche il LED rosso wireless alimentato per creare Hydrogel e i LED così facendo possono essere accesi e spenti da un campo elettromagnetico esterno. L’impianto citato nella pelle di topi diabetici testati da Shao e colleghi amministra le dosi di insulina da remoto tramite un applicazione per smartphone. Essi non solo misura tramite algoritmi codificati di controllo codificati da smartphone, ma hanno progettato le cellule ingegnerizzate per produrre insulina senza alcun “cross-talk” tra i normali processi di segnalazione cellulare. Gli scienziati hanno continuato a abbinare il sistema con un misuratore di glucosio nel sangue Bluetooth-enabled, generando un feedback immediato tra le cellule terapeutiche e il dispositivo diagnostico che ha aiutato gli animali diabetici a raggiungere rapidamente e mantenere i livelli di glucosio nel sangue stabili in un piccolo esperimento pilota per un periodo di diversi settimane. Gli autori affermano che collegare correttamente i segnali digitali con cellule ingegnerizzate rappresenta un passo importante verso la traduzione di  simili terapie cellulari in clinica. Un focus riferito da Mark Gomelsky evidenzia i risultati ulteriormente.