Vivo col Diabete

Diabete: a chi giova alimentare le diseguaglianze?


Rendo pubblico il preambolo della newsletter inviata oggi agli abbonati, e mentre stiamo a cazzeggiare nei social, nel virtuale, là dove c’è la vita reale le diseguaglianze crescono, si sedimentano, non ci si capisce più e alla fine cosa restiamo? Burattini appesi a un filo, una goccia sperando nella sorte, che alla fine ha lo stesso finale per tutti.

Diverse notizie arricchiscono l’edizione settimanale di questa newsletter, ma quella più terra terra è: La Francia passa il Freestyle Libre a tutti i diabetici che fanno iniezioni multiple di insulina al dì. Naturalmente, data la vasta popolarità tra i diabetici italiani del dispositivo, l’effetto dell’info ha avuto un impatto deflagrante. Migliaia di visualizzazioni e domande del tipo: e in Calabria, a Casalfiumanese, in Molise, in Lombardia lo danno? E così via. Beh prima di tutto a caldo occorre fare alcune semplici e rapide considerazioni. La Francia è la prima a livello mondiale ad erogare il Libre come servizio sanitario nazionale ai diabetici che fanno iniezioni multiple di insulina giornaliere o con microinfusore senza sensore abbinato. Negli USA il 40% dei diabetici tipo 1 ha il microinfusore contro il 5% degli europei, Italia compresa. Infine la Francia ha una identità e storia nazionale ben marcata e forte e i diabetici francesi non hanno uno frammentazione associativa come in Italia, dove ci sono ben 5 associazioni nazionali con poco potere negoziale e nessuna capacità di fare “lobbyng” tra le istituzioni, e un servizio sanitario sparso su 21 regioni, dove ciascuna ci mette del suo. La Francia ha l’unica e potente Federazione Francese dei Diabetici https://www.federationdesdiabetiques.org/ e non è poco.

Ciascuno è libero o libre? Ecco per quel che mi riguarda lascio finire questo 2017 e poi termino l’esperienza di volontariato nelle associazioni diabetiche e non. Ma resto qui, libero di esprimere il pensiero finché potrò.



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