Mangiare

Una colazione da mettere a frutto

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Quando eravamo bambini, i frutti rossi si limitavano per noi a fragole, lamponi, ciliegie e ribes del giardino, nel mese di giugno, e more selvatiche in agosto. A seconda del luogo dove vivevamo, marmellate di mirtilli neri, blu o rossi comparivano sulle tavole invernali.

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Oggi, invece, i frutti di bosco sono di gran moda: gli scaffali dei supermercati ci propongono spesso more, mirtilli, amarene, ribes di vario colore, e una serie di piccole novità che si trovano soprattutto nei negozi bio e fanno parlare molto di sé: bacche di goji, mulberries (derivanti dalle more di gelso bianche), alchechengi e bacche di acai, che intervengono a diversificare la famiglia dei frutti rossi e neri.

Frutti «esotici» che fanno ormai parte dell’immancabile succo detox di cui vanno pazzi food writer e blogger che si occupano di alimentazione. Resta comunque assodato che le nostre bacche «locali», ribes, mirtilli, more (e tutti i frutti rossi in generale) sono fonti eccellenti di nutrienti, a patto di consumarle di stagione.

Con pochi intermediari e trasporti tra la raccolta e il piatto, conservano le loro virtù e hanno un minore impatto sull’ambiente rispetto alle cugine straniere.

Ribes: di questo frutto esiste almeno una quindicina di varietà coltivate, che donano frutti bianchi (uva spina, usata in Olanda per accompagnare lo sgombro), neri (ribes nero) o rossi (ribes a grappolo).

Hanno un sapore molto acidulo. Poco calorici, sono ricchi di vitamine A, B, C e minerali, come calcio e ferro (ben assimilato grazie alla presenza di vitamina C). Migliorano la circolazione sanguigna e la protezione dei vasi sanguigni grazie al loro tenore di flavonoidi. Inoltre le fibre e le pectine che contengono favoriscono il transito intestinale.

Il ribes nero, detto anche cassis, è ricco di tannini, ferro, omega-3, vitamina C, calcio, antociani e polifenoli. Ha la reputazione di essere un antinfiammatorio senza pari, in particolare per quanto riguarda i reumatismi. Nel XII secolo, Ildegarda di Bingen, mistica e naturopata visionaria, consigliava unguenti a base di foglie di ribes per curare la gotta.

Diuretico, utile in caso di emicrania, agisce con un vero e proprio drenaggio dell’organismo eliminando le tossine (in particolare l’acido urico), così da lenire i dolori articolari. La pianta è un efficace tonico in generale contro la fatica e le depressioni stagionali. Gli antiossidanti aiutano anche le ghiandole surrenali, che regolano il cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress.

Una colazione con questi piccoli ma grandi frutti abbinata con il latte o yogurt fa bene al nostro equilibrio psicofisico e al diabete.



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