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La PCSK9 aumenta nelle femmine e nei giovani con diabete di tipo 1: perché?

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La Proproteina covertasi subtilisina/ Kexin tipo 9 (PCSK9) è aumentata nelle giovani donne e nei giovani con diabete di tipo 1 (T1D), secondo la ricerca pubblicata online il 6 giugno in Diabetes Care.

Amy E. Levenson, MD, della Harvard Medical School di Boston, e colleghi hanno misurato i livelli di PCSK9 in un sottogruppo di una coorte di giovani con diabete di tipo 1 e di controlli. Gli autori hanno esaminato la correlazione tra PCSK9 ed età, indice di massa corporea , l’emoglobina A1c, pressione sanguigna, trigliceridi, colesterolo e apolipoproteina B (ApoB) in 74 controlli (età 15,4 anni) e 176 giovani con diabete di tipo 1 (età 15.2 anni).
I ricercatori hanno scoperto che le donne e gli individui con diabete di tipo 1 avevano concentrazioni significativamente più alte di PCSK9. C’erano aumenti nei livelli PCSK9 da 187 ± 67 ng / ml nel gruppo maschi di controllo a 215 ± 83 ng / mL nelle femmine del gruppocontrollo, e da 253 ± 98 ng / ml a 299 ± 106 ng / mL in maschi e femmine con T1D, rispettivamente (p <0,002 per gli effetti del sesso; p <0,0001 per gli effetti di T1D; P = 0.864 per interazione). C’era una correlazione significativa per PCSK9 con colesterolo totale e ApoB nel gruppo di controllo, e con l’emoglobina A1c, trigliceridi, colesterolo totale, colesterolo delle lipoproteine a bassa densità , e ApoB nel gruppo T1D.
“Un approfondimento è necessario in futuro per capire il contributo del PCSK9 alla dislipidemia e nell’aumento del rischio di malattie cardiovascolari associate con diabete di tipo 1, in particolare nelle donne,” scrivono gli autori.

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Vaccino anti-colesterolo – Buoni i risultati preliminari di un vaccino contro il colesterolo e contro i danni vascolari ad esso collegati (il restringimento dei vasi sanguigni per il depositarsi di materiale sulle pareti dei vasi – condizione detta arterosclerosi).

Dopo i risultati positivi su animali è partita ed è attualmente in corso una prima sperimentazione clinica su pazienti.

Secondo quanto riferito sull’European Heart Journal il vaccino potrebbe divenire un ottimo strumento nella prevenzione cardiovascolare. Il vaccino induce l’organismo a sviluppare anticorpi contro una molecola deleteria, l’enzima PCSK9 (Proproteina covertasi subtilisina/kexina tipo 9) che ostacola la ripulitura del sangue dall’eccesso di colesterolo cattivo, LDL. In pratica neutralizzando l’enzima PCSK9 con gli anticorpi specifici, l’organismo vaccinato diviene più efficiente nel ripulire da sé i vasi sanguigni dal troppo colesterolo cattivo. Il vaccino, chiamato AT04A, ha ridotto nei topolini del 53% il colesterolo totale, del 64% il danno ai vasi sanguigni, del 21-28% le molecole che indicano presenza di infiammazione, tutti importanti fattori di rischio cardiovascolari. Il vaccino potrebbe divenire una soluzione a lungo termine per tutti coloro che – per motivi ereditari o perché mangiano male – sono oggi costretti a prendere ogni giorno dei farmaci contro il colesterolo alto, che in alcuni casi possono anche procurare effetti collaterali. Se questi risultati saranno confermati sull’uomo, spiega Günther Staffler dell’azienda AFFiRis che ha sviluppato il vaccino, questo potrà significare che, poiché l’effetto del vaccino perdura a lungo dopo la somministrazione, si potrà sviluppare una terapia a lungo termine che, dopo la prima dose, necessita di una sola altra dose l’anno. Questo significherebbe un trattamento più efficace e conveniente e una maggiore aderenza alla terapia da parte dei pazienti.