Diritti e rovesci

Dammi il congegno che mi ingegno

Buongiorno, scusi mi incarta un flash glucose monitoring? No guardi in questo momento non lo tengo se vuole ne ho un altro al taglio, impiantabile. Beh ho spesso prurito per via dei tatuaggi e dei piercing preferisco un tradizionale con innesto sottocute a baionetta. Dialogo di fantasia in un prossimo futuro dove chi seguirà il diabetico probabilmente farà da venditore di dispositivi. Oggi fantasia ma un domani potrebbe diventare realtà.

Pubblicità e progresso

L’italico Servizio sanitario nazionale (SSN) è fra i pochi “universalistici” rimasti in Europa, ma ancora per poco. La revisione della spesa e lotta a sprechi e corruzione non sono sufficienti. Il Sistema è sotto l’attacco di due forze: l’incremento dei bisogni associati alla cronicizzazione delle patologie negli anziani e l’innovazione tecnologica, che offre soluzioni di grande efficacia ma impone costi ingenti. E entrambi questi fattori hanno al centro la patologia diabetica. Nell’innovazione farmacologica, ad esempio, il 2015 ha segnato uno spartiacque, con l’arrivo dei dispositivi di massa per il rilevamento del glucosio in via continuativa (i sensori e il Libre in specie), che non sostituiscono il controllo tramite prelievo di sangue capillare dal dito. La Tresiba come il prossimo approdo di nuove famiglie di insulina che potrebbero migliorare il compenso glicemico, ma ad alto prezzo. Una terapia per il controllo del colesterolo con le statine costa al SSN circa 350 euro. I nuovi anticorpi monoclonati sostitutivi delle statine, usati in pazienti selezionati, costano 15 volte di più. Questa innovazione “costosa”, associata alle dinamiche demografiche, sarà presto insostenibile.

C’è bisogno di di garantire una sistematica valutazione dell’impatto generato da tutte le spese sanitarie (farmaci, dispositivi, procedure, programmi di sanità pubblica) in termini di sicurezza, efficacia e costo-efficacia per facilitare il disinvestimento da pratiche obsolete e a basso valore, così da liberare risorse per innovazioni il cui valore va accertato. Se nel caso del farmaco si tratterebbe di riorientare il lavoro dell’AIFA (Agenzia italiana del farmaco), per le tecnologie mediche e procedure è fondamentale l’avvio di un sistema nazionale di valutazione della tecnologia sanitaria, per circoscrivere la discrezionalità della decisione politica nei limiti dell’evidenza scientifica, per renderla più razionale e meno “emotiva”, incorporando in un processo trasparente e robusto la prospettiva di pazienti e cittadini.

Questo approccio, adottato negli ultimi 40 anni, dalla maggior parte dei Paesi industrializzati è stato previsto dalla Legge di Stabilità per il 2016 e dalla Legge di Bilancio per il 2017 ma stenta a decollare. Andare verso un modello a favore dell’evidenza scientifica garantirebbe scelte dì allocazione delle risorse pubbliche verso spese che assicurano il maggiore valore possibile in termini di salute.

Chi scrive ritiene assai improbabile il riuscire a salvare il Servizio Sanitario Nazionale, il quale altro non è che un accrocchio di sistemi e pratiche regionali, territoriali. Un ritorno alle mutue corporative parastatali è impossibile sempre per questioni di soldi.

Pertanto nei fatti si fanno e faranno strada percorsi assicurativi sanitari integrativi che porteranno gradualmente verso una assistenza sanitaria privatizzata e comunque garantita ai garantiti, ovvero portatori di reddito.

A conclusione fanno tenerezza i promotori della petizione per chiedere l’erogazione dei sensori a pioggia verso tutti i diabetici. Magari sarebbe più utili fare un manuale per la costruzione fai da te del sensore medesimo.