Emozioniamo

Ridimensionare la malattia

Un diabetico aspira che la propria malattia funzioni bene, che tutto sia in ordine e funzioni con la massima efficienza? Tutti, potremo dire perché in fondo siamo un po’ tutti perfezionisti, ma anche casinisti. Esistono una serie di variazioni a questo comportamento e c’è chi è colto da ansia e angoscia se non riesce a portare a termine gli obiettivi che si era prefissato. E tale fenomeno può farsi ossessivo con conseguenze nella vita di tutti i giorni del diabetico.

Pubblicità e progresso

Il soggetto “scrupoloso” è colui che ha bisogno di avere ordine intorno a sé, di veder funzionare le cose come vorrebbe lui, secondo gli obiettivi che si era prefissato. Un atteggiamento che diventa problematico se invade la vita di tutti i giorni perché non riuscire a fare le cose come si vorrebbe, e spesso non ci si riesce, crea ansia e angoscia”.

“Quel che il perfezionista compie nel mettere in ordine ciò che lo circonda, sia gli oggetti che l´organizzazione della propria casa o del lavoro, deriva dall’esigenza di mettere ordine dentro di sé e alle proprie emozioni”.

Ciò può avere origine da un´educazione rigida, dall´aver convissuto con persone ordinate, meticolose, certamente, ma anche dal suo contrario. Cioè può essere una reazione se, per esempio, si sono avuti genitori disordinati”.

Perfezionismo: la forma più lieve è quella nevrotica, quella descritta fin qui. Poi esiste una forma più grave, quella che viene definita comportamento ossessivo-compulsivo. Coloro che ne soffrono sono governati da una coazione, cioè da pensieri e gesti a cui si pensa in modo ossessivo e che si ripetono in continuazione. E non possono sottrarsi dal compiere quell´azione altrimenti scatta l´ansia e l´angoscia. Questi soggetti pensano di dover fare più degli altri per farsi perdonare da se stessi di non eccellere. Da una parte il soggetto si reputa onnipotente, dall´altra si sente estremamente insicuro”.

Il diabetico perfezionista non va lasciato al caso, solo, occorre lavorare non sul sintomo ma sulla personalità per capire da cosa nasce e poter aiutare la persona a ridimensionare le proprie aspettative che sono difficilmente raggiungibili e, quindi, potenzialmente frustranti.

E appunto la parola chiave è “frustrazione” che va ben oltre il concetto di perfezionismo e del suo contrario la incuranza, ovvero sentirsi impotenti nel governo della malattia, e, come ben sappiamo, fa spesso quel che gli pare.

Spegnere l’interruttore di tanto in tanto è necessario per non rimanere schiacciati da questi estremi della personalità.

Il diabetologo potrà fare poco o niente per questi problemi ma se nel team di diabetologia è presente un psicologo/psicoterapeuta beh meglio parlarne.