Educazione

Una parola mortale

Eppure scrive e se scrive l’essere umano.

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Eppure parla e se parla l’essere umano.

Manca il contatore delle parole emesse e scritte da quando si acquisisce la proprietà del linguaggio e della scrittura.

Sarebbe interessante conoscere il totale.

Oppure fissare un limite come con le ricariche per il cellulare e i tassametri nei taxi.

Una volta si andava in vacanza per staccare dal mondo del lavoro e dallo stress quotidiano, per respirare e alleggerire la mente.

Gli scatti fotografici servivano per immortalare i bei momenti, quelli paradisiaci e fungevano da ricordo. Ogni tanto si sfogliavano gli album con gli amici o con i parenti, ma solo al ritorno dall’esperienza, giusto in particolari occasioni, come una cena o un pranzo. Si passavano splendide serate, guardavi un album, lo sfogliavi e ridevi, conversavi, scambiavi opinioni e consigliavi i luoghi da visitare con il sorriso e magari stimolavi gli amici di fare la stessa villeggiatura.

Forse si percepiva meno la malizia, la competizione e l’invidia perché si era più riservati sulla propria vita e sulle personali esperienze, telefonavi per dire: “sono arrivato e riparto domani”.

Ora tutto è cambiato. Gli scatti fotografici e i telefoni servono principalmente per:

Immortalare una prenotazione, specificando il livello della location, nazionale o estera, la quantità delle stelle di un hotel o di un residence, e soprattutto i loro bagni interni. Perché se non fai dei selfie nelle toilette per far notare la doccia trasparente con idromassaggio non puoi dire si essere qualcuno. Poi, devi far notare con che tipo di mezzo di trasposto ti muovi, che costume ti compri, che occhiali da sole hai, di cosa ti nutri, come ti nutri e perché ti nutri specificando la qualità della cucina, mediterranea, biologica, vegana, vegetariana, carnivora o addirittura fruttariana.

Devi inoltre, aggiornare le condizioni meteorologiche ai tuoi contatti, da nord a sud e agli amici oltre oceano! Perché ci potrebbe essere la possibilità che ti possano raggiungere attraverso un immediato teletrasporto. Poi devi twittare, instagrammare, facebookiare ogni tuo secondo, minuto, ora e giorno.

Devono guardare e fare le differenze con le vacanze degli altri, giudicare, criticare, invidiare, sconsigliare e reputarsi sempre migliori senza comprendere che tutto questo non serve a nulla, perché non hanno vissuto la propria vacanza, ma quella degli altri attraverso una triste competizione basata su futili dettagli.

Scatto solo un’immagine



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