Diritti e rovesci

Oltre i confini

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Il diabete è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quanto zucchero ha dentro, e infatti tale cosa si presenta sotto diverse forme, per farla breve le raggruppano in diversi tipi – tipo 1 tipo 2 e via tipizzando, poi dentro al tipo 1 ci sono tanti sottotipi e ancora di più individui che viaggiano con la loro storia patologica e gravità manifesta o nascosta, oppure semplicemente stanno bene senza storie particolari da evidenziare.

Poi c’è un lato della questione diabetica che mai è stato affrontato da alcuno in modo organico e strutturale, si tratta della garanzia nell’erogazione dei servizi sia sanitari che accessori. Cosa voglio dire in semplici e chiare parole?

Un esempio per tutti: viaggio per vacanze, studio o lavoro, succede, capita di restare senza qualcosa tipo l’insulina, aghi per le penne, strisce per il glucometro e altri presidi analoghi. Uno che fa? Nel caso degli accessori se li va a comprare in farmacia, gli aghi per le penne sono l’articolo meno problematico da recuperare, mentre per le strisce dipende dal modello di glucometro che uno possiede. Invece per l’insulina e farmaci le cose si fanno più problematiche poiché ci vuole la ricetta.

Memore di vicissitudini avute per mancanza d’insulina in passato se vado via giro sempre con una prescrizione di riserva valida del mio medico curante, anche se poi grazie a un sistema sanitario affettato per regioni poi scatta il problema del rimborso da parte della regione di residenza verso l’altra di soggiorno temporaneo, e a volte capita di dover andare all’ufficio della USL per far vidimare la richiesta.

Insomma come già saprete ci possono essere delle storie, molto poi dipende anche dalla fortuna o meno di trovare dall’altra parte addetti cortesi o meno innanzi alle problematiche evidenziate.

Ma vengo alla questione delle questioni: un qualcosa che identifichi legalmente il fatto che sei diabetico e consente agli uffici sanitari preposti di erogare servizi, prestazioni e quant’altro serve per la cura gestione e controllo della malattia per la persona con diabete non esiste. Certamente non lo è il tesserino che qualche centro di diabetologia rilascia con l’avviso circa i sintomi di una ipoglicemia e le cose da fare per soccorrerlo.

Ora per i diabetici tipo 1 e tipo 2 con trattamento terapeutico via insulina ad iniezioni multiple l’esigenza di un documento sanitario d’identità, una sorta di “tessera del diabetico” con la funzionalità di accedere ai servizi sanitari erogati dalle USL in tutto il territorio nazionale è cosa salva vita e necessaria.

Ecco un tema da porre all’attenzione delle autorità competenti assieme ad altre proposte volte a migliorare la condizione patologica e la vivibilità stessa con il diabete.

Credo che le associazioni nazionali dei pazienti e dei medici specialisti in diabetologia dovrebbero farsi carico di tale tema, per la cura del diabete passa non solo dall’appropriatezza della terapia e aderenza alla medesima ma anche dal facilitare i percorsi di accesso ai servizi sul territorio al di là dei confini regionali.