Donne e diabete

La situazione è gravida?

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Una nuova ricerca presentata al meeting annuale dell’Associazione di studi sul diabete (EASD) di quest’anno a Lisbona, Portogallo (11-15 settembre), dimostra che i risultati della gravidanza restano scarsi nelle donne con diabete di tipo 1 (T1D), nonostante i progressi significativi negli studi ostetrici e cura del diabete.

Il T1D in maternità può portare ad una serie di condizioni sanitarie negative, tra cui risultati critici della gravidanza, in particolare se lo zucchero nel sangue è poco controllato vicino al momento della concezione. Questo studio condotto dal Dr Lowri Allen del gruppo di ricerca sul diabete, alla Cardiff University, Regno Unito, e colleghi delle Università di Swansea hanno puntato a confrontare i risultati della gravidanza nelle giovani donne fino all’età di 35 anni con T1D, a quelli della più ampia popolazione generale senza diabete .

Il team ha anche inteso descrivere il rapporto tra l’età materna, la durata del T1D prima della gravidanza e gli esiti della gestazione, che non sono ancora ben compreso. Questa ricerca fa parte di un più ampio programma di lavoro finalizzato all’individuazione di soggetti con T1D che sviluppano complicazioni precoci con la loro condizione, e che possono beneficiare di nuovi interventi. Questi includono l’immunoterapia intesa a preservare le cellule beta produttrici di insulina nel pancreas, che potrebbero offrire alle persone con T1D la possibilità di migliorare il controllo dello zucchero nel sangue nei primi anni dopo la diagnosi di T1D.

I ricercatori hanno utilizzato i dati del Brecon Cohort; un registro quasi completo (98%) di individui diagnosticati con T1D prima dell’età di 15 anni nel Galles eRegno Unito, dal 1995. La dimensione e la copertura nazionale, nonché la natura basata sul registro di comunità, ha evitato i limiti osservati in studi precedenti e consentito di trarre conclusioni più affidabili. Su quasi 200.000 nati tra il 1995 e il 2013 tra queste 330 erano madri con T1D insorto nell’infanzia.

I ricercatori hanno scoperto che, sebbene la maggior parte delle caratteristiche di base per le madri con T1D e le madri nella popolazione di base fossero paragonabili, la maggior parte delle madri con T1D avevano partorito i bambini con il cesareo (66% rispetto al solo 18% della popolazione generale) una gestazione media più breve di quattro settimane (35,7 vs 39,7 settimane all’atto del parto).

Gli autori hanno scoperto che tutti i risultati avversi sono stati più comuni nelle madri con insorgenza in infanzia del  T1D. Le madri con T1D avevano circa 3 volte in più di probabilità di sviluppare la pre-eclampsia, 11 volte le probabilità di avere una nascita pretermine. Le nate da madri con insorgenza del T1D nell’infanzia avevano anche 2,5 volte in più di probabilità di avere un basso peso alla nascita e circa tre probabilità in più di avere malformazioni congenite essere ammesse in ospedale nel primo anno di vita.

Tutti questi eventi avversi sono rimasti significativamente più comuni tra le donne con esordio nell’infanzia T1D dopo aggiustamento per i fattori confondenti (tra cui l’età materna, stato socio-economico, il parto tramite taglio cesareo, la gestazione al momento del parto, fumo materno e l’allattamento al seno),

Gli autori concludono che: “I risultati della gravidanza restano critici nelle madri con insorgenza del T1D nell’infanzia, nonostante i notevoli progressi nella cura ostetrica e diabetica”. Continuano a notare che “le misure per preservare la funzione delle cellule beta possono migliorare i risultati e ulteriori studi sono necessari per sviluppare percorsi integrati in questo contesto”.



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