Vivo col Diabete

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Benessere: una parola mille sfaccettature. La ricerca del benessere, oggi identificato anche con il termine inglese di wellness, ha portato allo sviluppo di un settore commerciale-turistico che mira a far raggiungere ai propri clienti uno stato di completo relax con diversi trattamenti, da quelli tradizionali (ad esempio sauna, massaggi, yoga) a quelli legati alla medicina alternativa o a pratiche genericamente di estrazione New Age.

A differenza della medicina tradizionale, che persegue principalmente il benessere fisico del corpo, queste tecniche, ad oggi ritenute prive di fondamento scientifico (poiché non ancora verificate e studiate a sufficienza), mirano ad ottenere effetti migliorativi anche sugli altri aspetti dell’essere umano, in una visione più olistica.

Pubblicità e progresso

Nella società moderna, si tende spesso a sottovalutare la differenza tra benessere e soddisfazione. Il primo fornisce un piacere, seppur momentaneo e non duraturo. Al contrario, una gratificazione personale, anche se non va raggiunta necessariamente attraverso piaceri immediati, porta ad un risultato appagante nel tempo.

Condizione del benessere è oggi rappresentata dal concetto di qualità di vita, il quale è strettamente correlato ai termini “vivibile” e “vivibilità”, riferiti all’ambiente economico-sociale più o meno desiderabile di una cittadina, di una metropoli o di un Paese e ricadenti sul singolo. Questi termini sono ormai entrati a far parte del linguaggio comune.

Fino a non molto tempo c’era una separazione rigida tra concetto di benessere e il suo opposto malessere: naturalmente colui coloro che erano colpiti da malattia fisica/mentale o entrambe restavano incorniciate all’interno del malessere senza sconfinamenti nell’altro.

Il nostro presente è bene diverso e fissato in una logica variabile del vivere con la patologia: momenti di benessere si alternano a frangenti di malessere.

E lo si trova, riconosce bene nella rappresentazione scenica della buona vanità espressa con ampiezza di particolari, video e immagini ferme, in tutti i campi della vita umana tra i quali il diabete giovanile, alias diabete tipo 1.

Viene da dire che del diabete non se ne fa una malattia ma bensì una variabile ormonale che ogni tanto impazzisce? Sarebbe bello se fosse così.

Ma le cose stanno diversamente e senza parlare per massimi sistemi basta stare non su Instagram ma essere presenti la mattina di un giorno o più, in un centro di diabetologia per farsi una idea reale di come vanno veramente le cose, e fare una scoperta clamorosa per il genere umano: non tutti i diabetici sono dei novelli modelli/modelle da copertina e “sanissimi”.



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