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Per Elisa

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Ciao sono Elisa e ho 19 anni. Il 23 giugno 2005 la mia vita è cambiata; dopo diverse analisi i medici hanno trovato la mia glicemia a 472 e i miei genitori, increduli che una bambina potesse avere il diabete, mi hanno portata all’ospedaletto Giovanni XXIII di Bari. Potreste pensare che il mondo mi sia caduto addosso, ma invece no. Con l’aiuto di mia madre ho fatto l’insulina con la penna per cinque anni, finché la dott. ssa Piccinno mi ha coinvolta nel primo campo scuola per diabetici a Cannole (LE). Da quel momento ho saputo gestire la mia patologia. Nel 2013 ho partecipato al Dynamo camp in Toscana con altri ragazzi; è stata un’esperienza stupenda grazie alla quale abbiamo imparato a confrontarci riguardo al nostro “problema” ma ci siamo anche divertiti tanto. Per circa tre anni ho portato il bottoncino che mi ha permesso di fare l’insulina con la penna ma senza la necessità che mi bucassi ogni volta.

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Da un anno invece ho il microinfusore e il monitoraggio continuo, con il quale posso controllare la glicemia. Se prima facevo sette-otto controlli glicemici con il glucometro ogni giorno, ora sono solo quattro o cinque.  Sono felice di avere a disposizione questi apparecchi che migliorano la vita e ti aiutano a capire che la vita è oltre il diabete, non il diabete. Ho capito che il “mio diabete” è il mio “migliore amico” perché mi ha aiutata a crescere e a gestire anche delle situazioni senza il quale non avrei saputo affrontarle. Molto spesso mi fa arrabbiare per via delle ipo o iper-glicemie ma sono del parere che anche in questi casi si continua a crescere e ad imparare che la vita continua e che non si ferma al Diabete, perchè non è assolutamente un ostacolo. Mi rivolgo a tutti coloro che credono di non poter continuare a vivere una vita facile perchè c’è il diabete. Ricordatevi che siete uguali a tutti i vostri amici, senza differenze. Nessuno può impedirvi di crederci, l’importante è che siate voi a condurre il “vostro amico” e a prendervene cura, perchè è facile che se ne vada per la sua strada da solo.

Il Mio Diabete ringrazia Elisa per questa testimonianza che ci fa crescere. Roberto



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