Vivo col Diabete

Il diabete non va in vacanza

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Quasi un mese fa ho preso un aereo per il Canada, terra d’origine della mia mamma, un posto dove mi sento a casa.
L’ultima volta che ci sono stata avevo 7 anni e quindi non avevo il diabete.
Prima di partire ero piena di ansia, paure e aspettative, non sapevo come sarebbe stato.
Innanzitutto la mia paura più grande era quella di perdere tutto il materiale di scorta che mi avrebbe accompagnata per 21 giorni, quindi striscette, aghi, siringhe e tutto il mio materiale, mi sentirei persa senza, nessuno può capire come ci si sente quando non hai con te ciò che può salvarti la vita.
Prima di partire ho acquistato un diario, il mio diario di bordo dove mi ero promessa di scrivere tutto ciò che mi passava per la testa in quei giorni, tutte le mie emozioni e questo non l’ho fatto solo perché non avevo tempo, non perché scrivere le mie emozioni aveva poca importanza ma perché ero troppo felice e spensierata per scrivere quello che stavo vivendo.
Per fortuna, non ho perso nulla durante il volo, quindi appena arrivata a casa, ho riposto tutto il materiale al sicuro.
Ho scoperto che in Canada così come in altri Paesi suppongo si possono acquistare a poco controlli glicemici, insulina e tutto il materiale per i diabetici al supermercato, senza problemi. È una spesa alla portata di tutti.
I primi giorni ho avuto un po’ di difficoltà nel regolare l’orario della lantus, ho dovuto aspettare 4 giorni prima che facesse effetto, altri 4 giorni per capire la giusta dose… e a tutto questo ho unito un’alimentazione americana sicuramente sana e senza carboidrati complessi…si!
I pancake con lo sciroppo d’acero sono la fine del mondo!!! E poi uova e bacon, Toast con il burro d’arachidi, hamburger, costine di maiale con tutti i tipi di salse… e si lo so, vi sto facendo venire fame ma non potevo mangiare così “male” una volta lì… era inevitabile. E di questo la mia glicemia ne ha risentito un po’, è normale. Però ho agito con stupidità per una volta e ho preferito farlo, godermi questa vacanza a pieno. Oltre alla città di Toronto, ho visitato anche New York, la grande mela che resterà per sempre nel mio cuore. Una città che mi ha dato tanto.
Le ipoglicemie mi hanno accompagnata per tutta la durata del viaggio, ero sempre in movimento e penso di aver bevuto più lattine di Coca-Cola in quei giorni che in tutta la mia vita.
Ho deciso di scrivere questo breve articolo per condividere le mie paure, che si sono rivelate inutili. Come sempre la mia malattia non rappresenta un limite… però il diabete non va in vacanza.



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