Dai media e web

Soluzioni innovative per ridurre gli oneri sull’erario della patologia diabetica

Anche i più stoici e cinici cultori della masturbazione letteraria cartacea e digitale ormai lo sanno: il diabete tipo unico, uno zibaldone di patologie e sotto tipologie, rischia di fare collassare i conti pubblici dei sistemi sanitari a livello planetario e questo è stato ribadito la scorsa settimana pure nel corso del congresso mondiale dell’IDF (International Diabetes Federation) tenutosi ad Abu Dhabi.

DAMMI RETTA ADOTTA UNA PROVETTA: SOSTIENI LA RICERCA PER LA CURA DEL DIABETE TIPO 1

Vero? Beh alcune cose si potrebbero già fare per ridurre i costi della patologia a carico dell’intera società:

In primo luogo la creazione, a livello nazionale, del Registro della Patologia Diabetica, così da poter meglio monitorare i centri di costo e i percorsi terapeutici dei pazienti che, come sappiamo, sono molteplici e a volte doppi, tripli.

Controllare almeno trimestralmente il materiale a consumo, esempio: per coloro che fanno il CGM (Monitoraggio Continuo del Glucosio) con i sensori ridurre almeno della metà la dotazione di strisce reattive per il controllo della glicemia da sangue capillare.

E per quanti fanno solo il test tradizionale con prelievo del sangue dal dito controllare l’effettivo impiego di tale materiale mediante lo scarico dei dati dai glucometri, e nel caso di una mancata aderenza rivedere la dotazione strumentale.

Infine, come si evince con frequenza dalla madre di tutti i social: Facebook, essendoci molti diabetici che stanno bene, anzi benissimo, per sfoltire i già affollati centri specialistici per il diabete utilizzare al meglio e pienamente la telemedicina verso quanti hanno una tenuta ottimale della patologia.

Ci sarebbero altri aspetti che meriterebbero attenzione: l’aderenza alla terapia e l’accettazione o meno della patologia, ma essendo queste voci molto complesse e articolate mi riprometto di trattarle in un altro articolo.



Categorie:Dai media e web

Con tag:,