Educazione

Microgioie

Una somma di piccole soddisfazioni, brevi momenti, che pochi possono capire, ma noi dovremmo imparare ad apprezzare. Sono quei calcoli dei carboidrati fatti bene, quei momenti di glicemia stabile, i pranzi regali che poi ci lasciano satolli e miracolosamente intatti dalle iperglicemie. Ogni giorno pensiamo ai valori, agli alti e ai bassi, ai carboidrati e ai grassi. Ci arrabbiamo quando la glicemia sale troppo e non riusciamo ad abbassarla, ci spaventiamo quando scende troppo e velocemente va fatta risalire. Pensiamo, in ogni momento, che le cose non vanno abbastanza bene, che dovrebbero andar meglio, che siamo sempre troppo su e troppo giù, che si muove così velocemente da dar vita a grafici che sembrano montagne russe. E come una voce fuori dal coro, che stona e ci disturba, così anche le nostre glicemie fuori posto finiscono per farci pensare che quella giornata, per quanto bella, non lo sia stata davvero. Ed eccole lì le microgioie, quei momenti di cui non ci rendiamo conto, o che ignoriamo con un semplice: è così che dovrebbe andare, in cui il grafico è stabile, resta dentro gli schemi, il pomeriggio scorre sereno, la notte non fa le bizze, arrivare alla mattina è un piacere. Eccole lì le microgioie, che dovremmo collezionare ad una ad una nei nostri libretti glicemici, evidenziarle di verde, cerchiarle perché siano ben chiare per tutti, perché è la loro somma che in realtà dovrebbe spingerci avanti, scaccia il malumore degli errori per farci dire: finora è andata bene, un errore non farà male a nessuno, la prossima andrà meglio!

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Non è certo facile fare i conti con noi stessi ogni giorno, non lo metto in dubbio. Non è certo facile accettare il fatto che, almeno tre volte al giorno, si prendono decisioni e a volte si sbaglia. E se l’errore di un momento ci scuote sempre di più dei momenti che passiamo negli schemi corretti, impariamo a non farci mettere i piedi in testa da chi grida forte per un attimo, impariamo che la somma delle nostre piccole gioie è maggiore degli errori, e che alla fin fine, malgrado Natale si avvicini, un pasto abbondante e il pandoro (perché io preferisco il pandoro sia ben chiaro) ce lo possiamo permettere anche noi, alla faccia di chi dice che se sei diabetico non puoi mangiare dolci!