Mangiare

Ebbene sì

Le feste a cavallo dell’anno non sono ancora terminate, e un aspetto tiene sempre banco sul toto glicemia per una parte di noi diabetici: l’effetto post prandiale sul glucosio nel sangue; un cruccio o tormentone da sempre, con o senza feste, come si sa.

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Lo sappiamo: ci facciamo prendere la mano e per non risultare antisociali o antipatici finiamo per mangiare la stessa quantità e piatti degli. Questo accade non solo a Natale e feste derivate, ma in qualsiasi momento conviviale: compleanni, matrimoni, feste di qualsiasi genere e dimensione. D’altronde oggi è tutta una festa.

L’effetto della glicemia dopo pasto o snack, merenda che sia lo definisco “simpaticamente”: schizzone, poiché nel mio caso spesso e volentieri tale fenomeno parte per raggiungere vette glicemiche molto elevate.

Ma a tutto c’è un rimedio?

Certo che sì, ma personalizzato: infatti per trovare la via migliore nel gestire l’impatto di un pasto abbondante, protratto nel tempo, luculliano ciascuno deve prendere consapevolezza della dimensione di rapporto glicemico azione-reazione con calorie, carboidrati, grassi e proteine contenute, ad occhio in un pranzo o cena, festa che sia, e tutto ciò va sempre considerato tenendo conto dell’età e storia personale con il diabete.

Faccio il mio esempio non per essere seguito, ma in modo di offrire una traccia nella quale muoversi e poter così indagare e trovare gli indizi utili a fare centro nelle specifiche situazioni. Io ho 56 anni d’età e fra pochi mesi farò i 55 di diabete tipo 1, premesso che i ¾ della mia categoria non hanno problemi di convivenza con la patologia e circa ¼ qualche problemi lo ha, bene occorre tenere conto come, con l’avanzare degli anni il metabolismo, invecchiando, il metabolismo rallenta, pertanto rivalutare l’apporto quantitativo dei carboidrati, previo consulto con il proprio diabetologo e dietista, aiuta a meglio gestire il glucosio nel sangue.

Certo tutto va valutato non solo in relazione all’età anagrafica ma anche all’attività fisica e lavorativa che il soggetto svolge, e tenendo conto di tali elementi ho praticamente dimezzato a pranzo l’apporto dei carboidrati, e così facendo l’effetto post prandiale sulla glicemia è notevolmente migliorato.



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