Microinfusore/CGM/Pancreas artificiale

Se mi lasci non vale

Tutto di nuovo anzi no, tutto di vecchio: e la prova provata la si trova proprio tra pochi giorni: lunedì prossimo, come tanti altri del resto in ogni parte del globo terracqueo, mi attende la prima visita dell’anno di controllo del diabete all’interno di un rinnovato processo clinico introdotto seconda metà dell’anno scorso dal nuovo corso introdotta dalla direzione di diabetologia presso il Policlinico Universitario di Bologna Sant’Orsola-Malpighi.

DAMMI RETTA ADOTTA UNA PROVETTA: SOSTIENI LA RICERCA PER LA CURA DEL DIABETE TIPO 1

Pubblicità e progresso

Come avevo già scritto qualche mese addietro chi, come me, ha un “device”, alias il microinfusore d’insulina con o senza monitoraggio continuo della glicemia (CGM), dallo scorso settembre si trova in un percorso ambulatoriale dedicato che viene effettuato in un giorno specifico della settimana.

In pratica coloro che portano tali strumentazioni sono quasi tutti T1D, in quanto il microinfusore o pompa di insulina consente l’infusione continua, 24 ore su 24, di insulina nel tessuto sottocutaneo (Continuous subcutaneous insulin infusion oppure CSII) favorendo il raggiungimento del miglior controllo glicemico possibile in gente come noi che è priva dell’ormone.

ll microinfusore consente di infondere insulina a velocità variabile durante la giornata permettendo di creare una dose insulinica il più aderente possibile alle reali esigenze di ogni singolo individuo nei diversi momenti della sua vita quotidiana.

Il poter infondere insulina a velocità variabile consente di ridurre il rischio di ipoglicemia perché permette di infondere minor quantità di insulina in quei momenti della giornata dove il fabbisogno è minimo, come ad esempio durante la notte.

La terapia con microinfusore, quindi, consente uno stile di vita flessibile, può essere molto utile nei pazienti che soffrono spesso di ipoglicemia o iperglicemia e può essere utilizzata anche nei bambini molto piccoli.

Ma con il 2018 le novità non finiscono qui, almeno dall’osservatorio bolognese d cui sopra: Infatti oltre al già avviato ambulatorio tecnologico parte a gennaio il primo ambulatorio dedicato ai diabetici tipo 1 adulti, e tra questi un occhio di riguardo verrà concentrato sulla transizione dei giovani adulti dalla pediatria.

Un aspetto chiave della problematica diabete, non solo per la necessità di dare buona continuità nel controllo e governo della patologia ma anche per scongiurare che, con il passaggio dalla pediatria agli adulti, venga ridotto il fenomeno degli “abbandoni”, aspetto fino a poco tempo fa non trattato se non in pochi casi.