Educazione

Tanta vita da raccontare

In questi ultimi dodici mesi di pubblicazioni e interazioni nel blog come sui social si sono intersecati tanti contatti, una valanga, e io assieme alle mie colleghe cominciamo a fare fatica a starci dietro, ma ognuna merita attenzione, specie da parte di coloro che vivono l’esordio con il diabete, tipo 1 o tipo 2 altri tipi poco importa, quel conta è prestare ascolto e cercare coi nostri mezzi di prestare attenzione e supporto concreto.

Siamo tanti fili d’erba nel prato della vita e ci chiediamo perché siamo così, il diabete cos’è e come mai siamo stati scelti dalla malattia? C’è la persona anziana che attende sei mesi per avere la prima visita di controllo presso un centro di diabetologia, ma non sa che nella sua regione il medico di base segue i diabetici tipo 2. Abbiamo il padre di un bambino con diabete tipo 2 agofobico che vorrebbe mettergli l’Iport per ridurre i buchi quotidiani da fare per iniettare l’insulina, solo non italiano ma un macedone residente a Skopje, discorso analogo per un’altra diabetico tipo 1 albanese e colà domiciliato. realtà così vicina a noi ma che hanno bisogno non di elemosina bensì di aiuto per crescere e migliorare la loro vita con il diabete e non solo. Poi c’è chi chiede consigli per come fare con una condizione patologica che si sta aggravando per vie delle complicanze (retina e non solo).

Ma ci sono anche tante domande banali sulla dieta e cibi “proibiti” con il diabete. Tutte queste richieste e manifestazioni di aiuto, conoscenza e informazione testimoniano un dato molto semplice, e peraltro presente in tutti i vari gruppi di diabetici su Facebook: una grande mancanza di educazione terapeutica verso “le persone con diabete”, come si dice oggi, in tutti i tipi.

Lo so da parte mia è una litania, ma finché avrò vita continuerò a dirlo: il diabete senza educazione terapeutica e sanitaria vera è una malattia curata a metà, ed io lo so bene.

Quindi anziché riempirci le bocche di belle parole buone per conferenze scientifiche, sociali e paranormali facciamo dei fatti, facciamo educazione terapeutica a tutti i diabetici, ma veramente. 



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