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Altea

Forse non tutti conoscono il nome con cui gli inglesi chiamano questa pianta, marshmallow, esattamente come i dolcetti bianchi arrostiti sul falò infilzati sullo spiedo! Il nome inglese significa “malva di palude” proprio a indicare che questa pianta, come tutta la famiglia delle Malvaceae, cresce vicino a zone umide; e quindi cosa c’entra con i dolcetti? Il fatto che proprio dalle sue radici si ricava una gelatina che conferisce a questi dolcetti la consistenza appiccicosa. Da un punto di vista botanico si tratta di una pianta erbacea perenne che può crescere fino a un’altezza di 180 cm, con foglie palmate e fiori a cinque petali con un colore che varia tra il bianco e il lilla. Si tratta di una pianta originaria dell’Europa e dell’Asia occidentale, il cui valore terapeutico fu scoperto già dagli antichi greci nel IX secolo a.C. e che non a caso diedero a questa pianta un nome che deriva dal verbo greco altheo, dal significato di guarire.

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In passato l’utilizzo principale dell’altea era nella preparazione di rimedi che avessero come scopo quello di lenire le infiammazioni interne ed esterne, ad esempio in caso di tosse, disturbi di stomaco, diarrea, ulcere, infezioni della vescica, ma anche insonnia, irritazioni della pelle, piaghe e ferite. Il suo uso per curare le ferite era una pratica molto cara agli antichi romani così come ai greci che la utilizzavano in forma di cataplasmi, ma anche in forma di infuso per curare mal di denti e disturbi nervosi. In forma di decotto o infuso era usata anche come collutorio, per gargarismi in caso di laringite e raucedine, oppure come emolliente negli ascessi dentari e nelle preparazioni contro bruciature, ragadi e punture di insetto.

Ancora oggi rimane un valido rimedio in caso di infiammazione delle mucose sia delle vie aree sia del tratto gastrointestinale. Si utilizza soprattutto in caso di malattie da raffreddamento, in caso di infiammazioni dell’intestino e della mucosa gastrica, sindrome del colon irritabile e come lassativo. Parte utilizzata: fiori, foglie e radici essiccate. Le radici vengono raccolte a fine autunno da piante con almeno tre anni di vita, vengono essiccate e successivamente sminuzzate. I fiori si raccolgono da giugno a settembre e si essiccano all’ombra. Fiori e foglie si usano per preparare infusi, mentre le radici (particolarmente ricche di mucillagini) sono utilizzate per preparare macerati a freddo o decotti brevi a cui far seguire lunghe infusioni.

Principi attivi: le radici contengono mucillagini, flavonoidi, fenoli e amido. I fiori anch’essi contengono mucillagini, ma anche asparagina e tracce d’olio essenziale. Le foglie contengono mucillagini e tracce d’olio essenziale.

Proprietà: antinfiammatorie, emollienti e lenitive (su tutte le mucose dell’organismo).

Indicazioni terapeutiche: come blando lassativo e in caso di tosse, laringobronchiti e gastroenteriti.

 

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