Vivo col Diabete

Tanto basta?

Parliamo del blog oggi: dopo un lungo sciorinare di articoli sui risultati della ricerca per le cure del diabete formato omnibus, over the type come dicono gli snocciolatori di frasi a caso in lingua inglese, dopo un lungo cammino durato 10 anni e sei mesi di pubblicazioni, ora Il Mio Diabete ha raggiunto la “modica” cifra complessiva di 5000 post pubblicati.

No nessuna celebrazione, nessun momento evocativo: non ne vale la pena ne il piacere di farlo.

Invece con tale somma desidero esprimere una considerazione: ha senso fare tutto questo ed esprime un valore sentito o perlomeno percepito?

Nel corso di questi anni una idea me la sono fatta come ho già avuto modo di ribadire in altri contesti e contributi: i diabetici come forma collettiva di aggregazione non esistono, chi li rappresenta, in misura peraltro esigua, sono nella stragrande maggioranza dei casi genitori di diabetici che dall’esordio della malattia e sine die effettuano tale “funzione”, negli altri casi trattasi di comparse che, in alcune situazioni, possono fungere un ruolo propedeutico laddove c’è un staff medico evoluto sotto il profilo empatico-sociale.

L’informazione nel diabete così come l’educazione dovrebbero essere parte integrante della terapia, ma nel 99% dei casi non viene fatta o desiderata, voluta: basta vedere la massa di carta prodotta e spalmata in questi lustri a pioggia in alcuni ambulatori e centri a tema, della quale poi resta il nulla. E ancora più eclatante sono i riscontri presenti nei gruppi sui social – specie Facebook – dove relativamente ai passaggi fondamentali nell’autogestione del diabete, nei tipo 1, che dovrebbero essere la punta di diamante del sistema, per via della remota anzianità di vita ed esperienza maturata con la patologia, si leggono assolute stupidaggini su azioni conseguenti, ad esempio, al riguardo di una ipoglicemia, uno degli episodi critici più pesanti nella vita con il diabete.

Altro che supporto psicologico.

Il diabete è sempre il diabete, come la domenica è sempre domenica e ciascuno sicuramente o no, fa quel che gli pare sempre in autarchia. Tu, io noi coatti della malattia in tristezza come in allegria.

5000 articoli e poi? Chissà! Intanto continuate a venirci a trovare ne avremo ancora per un po’ da raccontare.

 

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