Mangiare

Il colmo per un diabetico (a Pasqua)

800px-Colomba-Pasquale.jpgPerché lo fai? Giuro stavolta non lo volevo fare! Trattare e scrivere di mangiare per un diabetico a Pasqua, pasquetta tanto con calma e senza fretta: poi divano telecomando in mano, tablet smartphone e sedile dell’auto attaccato al culo per consumare chilometri d’asfalto, poi tornare nel solito posto che conosce me più di me stesso.

E invece sono qui a sciorinare la lunga lista di dolci che appartengono alla lunga, millenaria tradizione culinaria italiana e non solo: Colomba pasquale, Pizza di Pasqua,
Pastiera, tipica della Campania, Cassata, tipica della Sicilia, Pigna dolce, del Lazio meridionale, Scarcella della Puglia o pizz palumm, Cuddura, “cicilio” della Sicilia, sorta di grossa ciambella guarnita con uova sode munite di guscio, parzialmente inglobate nell’impasto e fermate da strisce di pasta frolla decorata, infornate. Schiacciata, della Toscana. Pie, dolce tipico della Calabria e della tradizione di Mileto fatte da una sorta di pasta frolla a doppio strato contenente all’interno marmellata di uva con noci e aromi naturali, Cuzzupa, Anguta o Sguta, dolce tipico della Calabria
Casadina, dolce tipico della Sardegna realizzato con una sottile sfoglia di pasta racchiuso a mo’ di scodellina con i bordi delicatamente frastagliati, ha all’interno un ripieno a base di formaggio (il nome ricorda appunto il nome latino del formaggio) o ricotta e uva passa, così conosciuto nella zona del Logudoro, mentre al centro-sud, nel Campidano è realizzata in forme e ingredienti più o meno simili (sovente con l’aggiunta di zafferano prodotto nel sud dell’isola) col nome di Pàrdula. Pinza triestina, dolce lievitato, di forma rotonda con tre tagli in superficie. Tipico delle province di Gorizia e Trieste. Pizza di Pasqua di Civitavecchia, dolce tipico di Civitavecchia e zone limitrofe. La pasta lievitata dopo la cottura presenta una pellicola scura e l’interno di color nocciola. Ha un inconfondibile profumo di cannella e i pezzettoni di cioccolato la rendono golosissima. Si può mangiare anche accompagnata da affettati e uova nella classica colazione di Pasqua.
Tortano di Pasqua di Gaeta, dolce tipico della città di Gaeta consistente in una ciambella (tipo plumcake) ricoperta di glassa e zuccherini colorati. Zambela romagnola, dolce tipico della Romagna che le azdòre (massaie) andavano a cuocere al forno la domenica delle palme. Pasimata, dolce lucchese tipo pane dolce, consumato tradizionalmente durante la Quaresima e, benedetto in chiesa, nel giorno di Pasqua. Focaccia veneta, prodotto industriale o artigianale. Uovo di Pasqua decorato. Uovo di cioccolato (fondente o al latte), originario di Torino. Colomba pasquale Derivati del marzapane: Agnello pasquale, tipico della Sicilia. Pecorella, tipica della Puglia Solo per citare i dolci più rinomati.

E noi che si fà? Si sta a guardare? Sul capitolo dolci e diabete ci sarebbe da stendere un telo con cui avvolgere il nostro pianeta per intero almeno quattro volte, talmente tanto si è scritto in materia.

Circa il cibarsi di dolci, come diabetici, occorre in linea di massima fissare due tavole della legge nutrizionale: diabete tipo 1, diabete tipo 2.

Il tipo 1 può mangiare di tutto in genere, ma per farlo deve sapere calcolare, di base, l’apporto di nutrienti nel pasto (carboidrati, proteine e lipidi) così da stabilire, in linea di massima, la dose d’insulina da iniettare in rapporto al valore dello zucchero nel sangue. Poi certo ci sono altri elementi da considerare circa la quantità di cibo da consumare: lo stile di vita (sedentario, attivo), l’età, la presenza di complicanze. E comunque ciascuno deve trovare la propria via al cibo, anche perché le reazioni glicemiche e metaboliche restano soggettive.

Il tipo 2 a grandi linee deve avere un controllo alimentare più stretto, in particolare se la patologia è originata dal prediabete e problemi metabolici connessi.

Ma alla fine della fiera c’è un concetto che deve essere chiaro e che dobbiamo tenere sempre presente: la festa è una eccezione mentre quel che ci frega sta nella trasgressione alimentare quotidiana, di tutti i giorni, fatta di continui snack, finger food, aperitivi, apericena, brunch e molto altro ancora. Altro che sensi di colpa per Pasqua!

Buon ovetto e buona Pasqua a tutti!