Vivo col Diabete

Il diabete non è una opinione

Che il diabete sia una definizione soggettiva di malattia, non riproducibile per condizioni d’esordio, storia ed evoluzione, dovrebbe essere un dato consolidato, ma invece così non è, lo si ricava dagli estremi con cui viene riportata la “faccenda”. L’enfatizzazione del limite. E la domanda ricorrente è: posso o non posso. Quando la fai il problema non è la risposta ma la domanda, nel caso del diabete e quello giovanile proprio sta lì a ricordarlo, la questione non si pone.

Un giovane e un adulto oggi con T1D proveniente dalla borghesia e senza particolari problematiche e disturbi della personalità, quindi con i fondamentali della patologia regolari – buon compenso glicemico e autocontrollo, comprovato da una HbA1C coerente – va avanti bene con il diabete, come lo testimoniano molteplici casi di diabetici longevi e con le solite condizioni legate all’invecchiamento.

Naturalmente nella grande massa di diabetici tipo 1 rientranti nell’ambito di cui sopra c’è una piccola eccezione costituita da una nicchia di persone che, al contrario, proviene da proletariato e sottoproletariato con condizioni socioeconomiche critiche e una base culturale, educativa inadeguata. Tale minoranza fa da nucleo di partenza arduo nella convivenza con la patologia e i suoi fondamentali.

Sono queste per sommi capi le linee di demarcazione che fanno da riferimento del mosaico diabete.

Poi le patologie croniche, e lo si dovrebbe sapere, sono a sorpresa ma questo è un altro capitolo. Invece siccome mancano tre anni al centenario della invenzione dell’insulina e ancora non c’è traccia di ipotesi di calendario per eventi e manifestazioni celebrative dell’importante anniversario, sono curioso di capire cosa si aspetta a mettere in piedi qualcosa di non dico decente, ma significativo.

Oppure anche questa sarà la prova ultimativa del menefreghismo e scollamento sociale presente da decenni nel belpaese e degnamente rappresentato nella massa di diabetici e addetti ai lavori.

Chissà se per i miei 60 anni di vita con il diabete tipo 1 potrò vedere e toccare con mano qualcosa di veramente innovativo nella cura della malattia?

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