Emozioniamo

Fenomeni

Tino Fuente ha 47 anni, io e lui ci conosciamo da 20 anni, quando cominciò con la ditta per qui lavorava allora a costruirmi la casa dove tutt’ora abito: Tino fa di mestiere il carpentiere. Il carpentiere edile si occupa della preparazione, del posizionamento, della chiusura e del fissaggio delle casseforme in legno o in acciaio, tali da renderle adatte per contenere il getto del calcestruzzo mentre è ancora in fase fluida. Il carpentiere si occupa inoltre di dirigere il getto del calcestruzzo entro le casseforme e della compattazione dello stesso mediante appositi strumenti vibranti, da annegare nel calcestruzzo (aghi vibranti) oppure da applicare all’esterno della cassaforma (vibratori a parete). Superato il tempo di maturazione del calcestruzzo, il carpentiere procede alla rimozione delle casseforme con un’operazione detta disarmo.

Le competenze acquisite da un carpentiere gli permettono di eseguire la lavorazione di sua competenza senza esporre se stesso, i suoi colleghi di lavoro o chiunque sia nell’area di lavoro a pericolo per la propria salute ed incolumità.

Tino Fuente è uno come me diabetico tipo 1, il suo esordio lo ebbe all’età di tre anni, nel 1974, la sua famiglia proveniente dal San Salvador, migrò negli USA nel 1970 e si stabilirono a Sacramento in California, dove ancora abitano. Tino una volta diplomatosi all’Istituto Tecnico Edile decise di andare a vivere sa solo e di trasferirsi dalla porta opposta degli USA: a Buffalo nello Stato di New York e qui il diabete centrava nella decisione. Infatti Tino mi raccontava che sua madre gli stava sempre addosso in quanto voleva che lui facesse un lavoro tranquillo e sedentario per non correre pericolo con la malattia, ma lui non ne voleva sapere mezza, desiderava fare una attività dove non si stava con le mani in mano e la vocazione era segnata: voleva fare il carpentiere e allontanarsi da mamma e quanti gli avessero rotto le scatole sulle sue volontà.

Tino è un instancabile lavoratore: è buono di lavorare anche per dodici ore e per fortuna durante l’attività non ha mai avuto una ipoglicemia. Il suo capo sa che e diabetico ma non ha mai fatto storie. Da qualche anno porta il microinfusore con sensore e la vita lavorativa come quella personale scorre normale. Per la cronaca è sposato ed ha 4 figli (tre maschi e una femmina).

Fenomeni? Vedete oggi ho voluto raccontarvi brevemente questa storia perché nel vasto catalogo di personaggi offerti ad una vita fuori dal comune con il diabete tipo abbiamo visto: viaggiatori solitari, velisti, sub, alpinisti, piloti, maratoneti e molto altro ancora. Tutte persone che hanno magari un base solida socioeconomica per potere fare quel che fanno oltre a sponsorizzazioni di varia natura.

Poi ci sono per la maggior parte persone che fanno lavori d’ufficio o nel campo finanziario e dei servizi. Ma per me i veri fenomeni con il diabete sono le persone come Tino Fuente: storie di tutti i giorni di vita con il T1D.

Eroi? No.

Vi lascio con quella che per me è una delle più belle canzoni di sempre e che racconta la vita dei tanti Tino Fuente in ogni parte del mondo: Heoes di Mariah Carey:

C’è un eroe
Se guardi dentro il tuo cuore
Non devi avere paura
Di quello che sei
C’è una risposta
Se raggiungi la tua anima
E il dolore che conosci
Si scioglierà

E poi arriva un eroe
Con la forza di andare avanti
E metti da parte le tue paure
E sai che puoi sopravvivere

Quindi quando senti che la speranza è sparita
Guarda dentro di te e sei forte
E finalmente vedrai la verità

Che un eroe si trova in te
È una lunga strada
Quando affronti il mondo da solo
Nessuno allunga una mano
Per te da tenere

Puoi trovare l’amore
Se cerchi dentro te stesso
E quel vuoto che sentivi
Scomparirà
E poi arriva un eroe
Con la forza di andare avanti
E metti da parte le tue paure
E sai che puoi sopravvivere
Quindi quando senti che la speranza è sparita
Guarda dentro…

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