Complicanze varie/eventuali

Obesità nel diabete di tipo 1: patofisiologia, impatto clinico e meccanismi

Negli ultimi anni c’è stato un aumento allarmante della prevalenza dell’obesità nelle persone con diabete di tipo 1. Sebbene l’obesità sia stata a lungo riconosciuta come un importante fattore di rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2 e un catalizzatore per le complicanze, molto meno è noto e si sa sul ruolo dell’obesità nell’iniziazione e nella patogenesi del diabete di tipo 1.

Prove emergenti suggeriscono che l’obesità contribuisca all’insulino resistenza, alla dislipidemia e alle complicazioni cardiometaboliche nel diabete di tipo 1. Possono essere richieste strategie terapeutiche uniche per affrontare queste comorbidità nel contesto della terapia intensiva con insulina, che promuove l’aumento di peso.

C’è un bisogno urgente di linee guida cliniche per la prevenzione e la gestione dell’obesità nel diabete di tipo 1. Lo sviluppo di queste raccomandazioni richiederà una strategia di ricerca transdisciplinare rivolta al metabolismo, ai meccanismi molecolari, allo stile di vita, alla neuropsicologia e alle nuove terapie.

In questa recensione sviluppata da un gruppo di ricerca formato dall’Istituto di ricerca traslazionale per il metabolismo e il diabete, Florida Hospital, Orlando; Università del Colorado Denver, Facoltà di Medicina, Dipartimento di Pediatria, Centro di Barbara Davis per il diabete; Università di Stanford, Dipartimento di Pediatria, Divisione di Endocrinologia Pediatrica, CA USA, sono descritti la prevalenza, l’impatto clinico, la fisiologia dell’equilibrio energetico e i potenziali meccanismi dell’obesità nel diabete di tipo 1, con particolare attenzione alle significative lacune nelle conoscenze in questo campo.

L’obiettivo è fornire una struttura per la base di prove necessarie volte a sviluppare raccomandazioni di gestione del peso specifiche per il diabete di tipo 1 che tengano conto degli esiti concorrenti del controllo glicemico e della gestione del peso.

Lo studio è pubblicato nella rivista scientifica Endocrine Reviews del 27 luglio 2018.