Diritti e rovesci

Si è fatto il tempo

Vale la pena impegnarsi per cercare di offrire informazione e argomenti volti a creare spazi di riflessione e iniziativa, una maggiore conoscenza e consapevolezza sulla patologia diabetica e le sue molteplici sfaccettature, sia in rete che dal vivo?

No, quando l’80% degli italiani crede alle balle propinate in ogni campo della vita quotidiana, non legge o non va oltre la lettura degli 80 caratteri.

Vale la pena cercare di dare informazione e organizzare eventi in modo autonomo, senza condizionamenti esterni di tipo intellettuale come economico?

No, perché nessuno ha più fiducia nel prossimo e sempre nel nostro paese un risicato 20% di persone ha fiducia nell’altro.

Vale la pena impegnarsi nel volontariato per formare quel senso di comunità teso a donare, offrire con spirito di servizio spazi e momenti di aggregazione per una vita piena e stimolante a prescindere dalla malattia?

No, perché da tempo, ed oggi sempre più, ciascuno pensa ai fatti suoi racchiuso nel proprio particolare e del resto non gliene può fregare di meno.

La somma finale la si ricava proprio dai fatti di questi giorni: dove nessuno sul tema dei vaccini, ovvero di quel strumento offerto alla comunità per cercare di dare uno scudo protettivo alle fasce più deboli della società (bambini, malati, anziani) da infezioni virali e malattie infettive, ecco su tale tema salvo sparute percentuali della popolazione, la stragrande maggioranza se ne è fregata. Lasciando passare la folle iniziativa di sedicenti forze politiche di rendere il passaggio facoltativo, flessibile, autocertificato. Nessuna società scientifica in campo diabetologico e endocrinologico ha preso una posizione in materia, così come le stesse associazioni nazionali di genitori di diabetici e dei pazienti non si sono fatte sentire.

Potrei dilungarmi oltre: sull’assenza pressoché totale di iniziative di advocacy per offrire, ad esempio, il rilancio dei centri di cura per il diabete, l’accesso omogeno nelle terapie e ai CGM, la formazione del team di specialisti nelle diabetologie. Tutte cose dove tra il nulla e il niente si fa fatica a cogliere la differenza.

Informazione, educazione e motivazione nella cura quotidiana del diabete: una utopia che resta tale nel paese.

Non basta avere delle idee, ci vogliono le gambe per farle camminare, l’energia per portarle avanti: ogni persona ha il suo tempo e fa il suo tempo. Io ho fatto il mio e passo.