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Maturità negli adolescenti con diabete mellito di tipo 1: un’analisi concettuale

Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta può essere un momento particolarmente difficile per gli adolescenti con diabete mellito di tipo 1 (T1DM). Gli adolescenti con T1DM devono gestire un regime di trattamento che richiede un alto livello di responsabilità e cura di sé stessi. Spesso le responsabilità di auto-cura sono date a questi adolescenti senza una chiara valutazione della loro maturità, con conseguenti risultati scadenti per la loro salute. Al fine di valutare con precisione la capacità di un giovane di assumere l’autogestione del DMT1, è necessaria una chiara comprensione del concetto di maturità.

Lo scopo di questo articolo redatto dai professionisti della Purdue University School of Nursing, West Lafayette, IN, Stati Uniti è quello di fornire una definizione teorica del concetto di maturità nel contesto degli adolescenti con T1DM e supportare questa definizione sulla base di una revisione della letteratura. Questa discussione è stata sviluppata utilizzando l’approccio Walker e Avant all’analisi concettuale.

Pubblicità e progresso

Questa analisi concettuale ha definito la maturità negli adolescenti con T1DM come uno stato di sviluppo multidimensionale che comprende le dimensioni fisiche, cognitive, psicologiche e sociali dell’essere. La maturità richiede che un individuo sia in grado di agire con autonomia comportamentale, cognitiva ed emotiva nelle attività di auto-cura legate al TIDM su basi coerenti. Questa spiegazione sottolinea anche che il processo per raggiungere la maturità è di natura graduale e dinamica.

I caregiver devono capire che l’età fisica da sola non indica che un adolescente sia adeguatamente preparato ad assumere una gestione indipendente del diabete. Gli infermieri sono nella posizione unica per aiutare i giovani con la transizione dalla cura del diabete dipendente all’autogestione indipendente della malattia; quindi, aumentando la probabilità di risultati positivi.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Pediatric Nursing del 17 settembre 2018.