sport e movimento

Risposta della glicemia capillare agli esercizi di forza eseguiti prima o dopo allenamento ad intervalli con alta intensità nel diabete di tipo 1 in condizioni di vita reale

Questo studio ha controllato l’influenza che comporta l’esecuzione di esercizi di forza prima o dopo un’attività ad alta intensità sulla glicemia durante e dopo un allenamento in pazienti T1DM. Nove adulti fisicamente attivi con T1DM hanno eseguito 30 minuti di esercizi di forza (SE) (3 set a 10 RM) prima di 30 minuti di esercizio ad intervallo con  alta intensità (HIIE) (10 × 60-s bout a ~90% FC maxintervallati da un recupero di 60 s) (SE + HIIE) o eseguiti in ordine inverso (HIIE + SE) o riposati nel medesimo periodo.

I livelli di glucosio capillare sono stati misurati ogni 15 minuti durante e 60 minuti di recupero post-esercizio. Livelli di glucosio significativamente più bassi sono stati osservati in SE + HIIE a 60, 75 e 90 minuti, rispetto a REST. HIIE + SE ha abbassato la glicemia a 30, 45 e 60 minuti rispetto alle concentrazioni basali, mentre SE + HIIE ha posticipato questo decadimento del glucosio a 60 minuti, rispetto ai livelli basali.

Un aumento della glicemia a 105 minuti rispetto ai livelli di esercizio finale sono stati osservati anche in HIIE + SE. I carboidrati ingeriti durante l’esercizio fisico per correggere l’ipoglicemia, il dosaggio di insulina lo stesso giorno, prima e dopo i protocolli e gli episodi di ipoglicemia notturna, erano simili tra le tre condizioni.

Si conclude che le prestazioni di HIIE prima di SE diminuiscono la glicemia già alla fine della prima modalità di esercizio, mentre l’ordine inverso lo posticipa alla fine del secondo esercizio, sebbene l’HIIE + SE migliori la stabilità glicemica durante il recupero.

I pazienti T1DM che tendono a sviluppare un’ipoglicemia associata all’esercizio possono eseguire esercizi di forza prima di un esercizio ad intervallo con alta intensità in una singola sessione.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Complementary Therapies in Medicine del 17 settembre 2018.

Lo studio è stato condotto dai medici della Escola de Educação Física, Fisioterapia e Dança, Universidade Federal do Rio Grande do Sul, Porto Alegre, Brasile.