Vivo col Diabete

Quando la diabetologia cambia in meglio

Oggi affronto un tema locale, bolognese, ma per l’importanza che la città riveste sul versante nazionale interessa un poco tutti: mercoledì 14 novembre dalle 15 alle 16,30, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, presso la sede ristrutturata pad.11 (piano terra) ci sarà l’inaugurazione della nuova sede della UO Diabetologia del Policlinico Universitario Sant’Orsola-Malpighi a seguito di tutti gli interventi di ristrutturazione intervenuti.

Questo momento è un passaggio di un percorso avviato dal nuovo Direttore a interim di Diabetologia ed Endocrinologia, professor Uberto Pagotto, volto ad ampliare ed ammodernare l’impianto organizzativo del presidio sanitario, sia in termini di accoglienza che nell’articolazione delle prestazioni erogate. Già un anno fa si era partiti con l’ambulatorio biomedicale dedicato ai device (microinfusori, CGM, pancreas artificiale), coi percorsi educativi interni, ed oggi si prosegue con l’ambulatorio dedicato al diabete tipo 1, al diabete tipo 2 in terapia intensiva e complicanze, la chirurgia bariatrica solo per citare alcuni esempi.

Ma il prossimo futuro della diabetologia riserva altri sviluppi degni di attenzione che renderanno l’offerta terapeutica e di supporto sempre più al passo con le moderne esigenze: telemedicina, educazione terapeutica personalizzata, podologia e consulenza psicologica da un lato e l’espansione dei trapianti al pancreas e magari un giorno anche alle isole. Come un impegno rinnovato nella ricerca clinica e scientifica per cure migliori verso tutte le forme di diabete.

Ma intanto l’IF alias Impact factor della diabetologia del Sant’Orsola è risalito dall’80mo posto al 40mo posto e in senso buono la strada da cambiando.

Certo c’è bisogno di personale medico e sanitario (specie infermiere e dietisti/nutrizionisti), certo non è un problema solo della diabetologia del Sant’Orsola ma è una questione non più rinviabile.

Il professor Pagotto ha dichiarato: “Lasciatemi dire che quello che stiamo per fare è un piccolo balzo in avanti,ma molto significativo, per migliorare la qualità di cura per i nostri pazienti.”

Auguriamo a Lui, a tutta la sua equipe e collaboratori successo per l’evento e nell’attività professionale quotidiana. E per noi diabetici una prospettiva diversa e migliore nella cura della malattia, un luogo adeguato di assistenza che possiamo finalmente sentire nostro.

E allora il 14 novembre facciamo fagotto e andiamo da Pagotto….