Diritti e rovesci

Stanze chiuse

La settimana volge al termine e fra non molto saremo a dicembre: poi un altro anno, un altro giro che passa di testimone. Gli articoli ultimi pubblicati da Peter tra ieri e mercoledì sulla comunità del pancreas artificiale fai da te mi portano a fare una considerazione che desidero rendere pubblica.

A stretto giro di mail sono state rese note due ricerche, la prima che una buona percentuale di diabetici a livello planetario non ha accesso all’insulina e la prospettiva da qui al 2030 è destinata a peggiorare. La seconda: una élite di diabetici tipo 1 e parenti affiliati si fanno il loro trip con il pancreas artificiale, quando nel diabete tipo 1, la percentuale dei microinfusi rappresenta il 10% del totale. A fronte di tutto questo, tra logiche da klan, da società esclusive e comunque di nicchia e l’esclusione di una parte consistente della popolazione diabetica a livello mondiale dalle cure e terapia, controlli per la patologia, sorge una domanda spontanea: a cosa serve la giornata mondiale del diabete? A niente.

Il fallimento di questa, seppur lodevole iniziativa, è evidente non solo nei numeri pandemici e inarrestabili del diabete, ma anche da un dato che non emerge con così tanta evidenza ovvero la pochezza dei fondi destinati alla ricerca per cercare di debellare tale patologia. A livello nazionale solo due anni fa la quantità di fondi per la ricerca scientifica era pari a 100.000 euro (dichiarazione del past President of Italian Society Diabetology SID – professor Giorgio Sesti al Festival della Medicina 2017 in Bologna).

Altrettanto critico è il modo di comunicare e infondere informazione su tale patologia, sia nelle campagne dedicate che nelle interazioni tra persone, si parte con il concetto: io so quindi comunico, quando invece ci si deve chiedere: gli altri sanno?

Dato che l’educazione in ambito diabetico è un vessillo portato da un alfiere senza esercito è impossibile far penetrare concetti e informazioni in un contesto fossilizzato sull’io e impermeabile all’ascolto e comprensione da un lato, e dall’altro vi sono vari circoli di iniziati al “sacro mistero del Santo Graal tecno-scientifico” che ogni tanto esternano pensieri e parole con un cocktail linguistico esclusivo e arduo da essere compreso da chi non è del “giro”.

Il buon Banting quando un secolo fa inventò l’insulina l’aveva messa a disposizione gratuitamente per tutta l’umanità affinché con tale scoperta e terapia si potesse salvare il più alto numero di vite possibile. Oggi c’è chi specula su tale farmaco e non solo.

E noi non solo stiamo a guardare ma ce ne freghiamo proprio.