Dai media e web

Alla faccia

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Oggi il più grande sociologo di tutti i tempi e templi: Mark Zuckerberg, mi comunica che sono trascorsi 10 anni esatti dal mio ingresso nel n. 1 di tutti i social network, Facebook. Bene, quando feci tale scelta, ad essere sincero, era per irradiare il verbo del blog su cui un mese fa, nell’ambito degli anniversari, ha spento le 11 candeline e nient’altro. il 40% del traffico viene generato dai social, il resto avviene tramite le ricerche con Google che è e resta il vero padrone della rete.

Ma già che ci sono faccio una considerazione, dato che dieci anni sono un arco di tempo interessante per fare un bilancio sulle reti sociali, di cui Facebook è un valido esempio. Il 90% dei contenuti riprodotti su Facebook, Twitter e Instagram (le major del settore) sono goliardate, scherzi e affini, solo un quota residuale affrontano argomenti d’altro genere, all’interno dei quali poi occorre filtrare le notizie false e contraffatte, titoli ridondanti.

Nello zibaldone della rete è normale trovare questa roba, ciò che manca è un passaggio educazionale volto ad avere gli elementi utili a distinguere il grano buono dall’erbaccia.

« Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del diavolo, e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda! »   (Matteo 13,37-42)

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