Ricerca

Diabete di tipo 2: sta emergendo una via terapeutica

Il diabete è una malattia in cui i livelli di zucchero nel sangue sono alti per un periodo prolungato (iperglicemia). Nel caso del diabete di tipo 2, questo fenomeno che è causato da un’interruzione del metabolismo del glucosio si sviluppa progressivamente e insidiosamente. In Francia, la prevalenza del diabete è stimata in oltre il 5% della popolazione del 2015, con il tipo 2 che rappresenta il 90% dei casi. Queste cifre non comprendono coloro che non sono consapevoli della loro condizione, in particolare tra i sovrappeso o obesi.

La lipasi sensibile agli ormoni (HSL) è un enzima che converte i grassi in acidi grassi e li rilascia nel flusso sanguigno. Nei pazienti obesi, questi acidi grassi innescano la progressiva insulino-resistenza all’origine del diabete di tipo 2. Una precedente ricerca del team di Inserm di Dominique Langin aveva dimostrato che una diminuzione dell’espressione HSL negli adipociti portava a una migliore risposta all’insulina, un segno di buona salute per queste cellule.

Sorprendentemente, i ricercatori hanno osservato che l’effetto benefico di una riduzione dell’HSL non era in realtà dovuto al ridotto rilascio di acido grasso. È stato spiegato dall’aumentata sintesi dell’acido oleico, il principale componente acido grasso dell’olio d’oliva. Questa osservazione iniziale ha dato un’idea per una strada interessante nel trattamento di pazienti obesi che sono a maggior rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Per prevedere una strategia terapeutica, è stato quindi necessario chiarire in che modo la riduzione dell’HSL ha esercitato questo effetto benefico sull’azione dell’insulina. Il gruppo del Prof. Langin ha scoperto l’esistenza di un’interazione fisica tra HSL e un fattore di trascrizione responsabile della sintesi degli acidi grassi, ChREBP. HSL, quando si lega a ChREBP, blocca la sua attività. Come tale, una diminuzione di HSL porta al rilascio di questo fattore nel nucleo, promuovendo la sua attività, la sintesi dell’acido oleico e la sensibilità all’insulina.

I risultati preliminari indicano che un inibitore noto di HSL blocca l’interazione con ChREBP. Questi dati quindi aprono la strada allo sviluppo di molecole che mirano a questa interazione. In collaborazione con la società biofarmaceutica  AstraZeneca, i ricercatori di Tolosa stanno attualmente testando diversi approcci per bloccare l’interazione tra HSL e ChREBP. Alla fine questo progetto potrebbe portare allo sviluppo di nuovi farmaci per trattare l’epidemia globale crescente di diabete di tipo 2.

Categorie:Ricerca, Terapie

Con tag:,

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.