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Una nuova via per curare l’ipertensione arteriosa?

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La ricerca offre importanti Indizi sulle cellule immunitarie dando una speranza ai pazienti con ipertensione

Gli scienziati hanno individuato le cellule nel sistema immunitario che potrebbero essere la chiave per affrontare l’ipertensione.

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I risultati fanno anche luce sui farmaci attuali che potrebbero aumentare il rischio del disturbo, il quale colpisce più di 12 milioni di persone nel solo Regno Unito.

L’ipertensione arteriosa – o ipertensione – è una delle principali cause di malattie potenzialmente fatali, tra cui infarto, malattie renali e ictus.

Lo studio ha rivelato un nuovo ruolo per i globuli bianchi specializzati – conosciuti come macrofagi – che sono centrali per il sistema immunitario del corpo.

Ricercatori guidati dall’Università di Edimburgo hanno scoperto che i macrofagi si nutrono e “mangiano” le molecole di un potente ormone noto come endotelina.

Monitorando e regolando i livelli di endotelina nel sangue, questi globuli bianchi aiutano i vasi sanguigni a rilassarsi, riducendo significativamente la pressione sanguigna.

Gli scienziati hanno scoperto che abbassando i livelli dei macrofagi è aumentata la pressione sanguigna nei topi alimentati con una dieta ricca di sale. Quando il livello dei macrofagi è tornato alla normalità, anche la pressione sanguigna si è normalizzata.

Le stesse scoperte sono state replicate in topi geneticamente allevati con una carenza del sistema endotelinico e nei topi con ipertensione indotta da farmaci.

I ricercatori hanno quindi esaminato i globuli bianchi in pazienti che assumevano farmaci per un disturbo del sistema immunitario che attacca i vasi sanguigni.

Chi assumeva farmaci noti per ridurre i macrofagi aveva una pressione sanguigna più alta rispetto ai pazienti che assumevano altri farmaci.

Gli scienziati dicono che questi risultati potrebbero aiutare a individuare le persone più a rischio di sviluppare ipertensione. Lo studio potrebbe aprire strade per migliorare le terapie attuali, anche se i ricercatori avvertono che sono necessari ulteriori studi sull’uomo.

Lo studio, pubblicato sull’European Heart Journal, è stato finanziato dalla British Heart Foundation.

Il professor Matthew Bailey, Direttore del Dipartimento di Fisiologia renale presso l’University of Edinburgh’s British Heart Foundation, Centro di eccellenza della ricerca, che ha guidato lo studio, ha dichiarato: “L’ipertensione colpisce milioni di persone in tutto il mondo, tra cui il 70 per cento delle persone sopra i 70 anni.

“La nostra scoperta mette in luce i fattori di rischio, e in modo cruciale, apre percorsi per indagare su nuovi farmaci che potrebbero aiutare i pazienti. I nostri prossimi passi saranno volti a indagare il ruolo dei macrofagi nelle persone che vivono con ipertensione”.

Jeremy Pearson, Associate Medical Director della British Heart Foundation, ha dichiarato: “Nel Regno Unito, circa 6,8 milioni di persone vivono con la pressione sanguigna non diagnosticata, causando danni al cuore e ai vasi sanguigni, mettendoli a rischio di infarto o ictus, ma non comprendiamo ancora tutti i meccanismi che portano alla pressione alta.

“Questo studio mostra per la prima volta che i macrofagi – un tipo di cellula che aiuta a regolare le nostre risposte immunitarie – possono essere coinvolti nel controllo della pressione sanguigna. Una ricerca è necessaria ma queste cellule potrebbero essere un nuovo obiettivo per i farmaci nel trattare la condizione “.

Categorie:Batticuore, Terapie

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