Complicanze varie/eventuali

Nefropatia diabetica in retinopatia diabetica di tipo 2 che richiede la fotocoagulazione panretinica

In Corea del Sud è stata condotta una indagine per ricercare i fattori di rischio della nefropatia diabetica in pazienti con retinopatia diabetica che richiedono la fotocoagulazione panretinica (PRP) e la prognosi visiva.

Una revisione retrospettiva delle cartelle cliniche elettroniche è stata condotta all’Ospedale St. Mary di Seoul, comprendente 103 pazienti con diabete mellito di tipo 2 e retinopatia diabetica sottoposti a PRP dal 1996 al 2005. Pazienti con diabete mellito di tipo 1, malattia renale non diabetica, non-malattia retinica diabetica, malattia oculare visivamente significativa, retinopatia diabetica proliferativa ad alto rischio e retinopatia diabetica avanzata sono stati esclusi. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi: nessuna nefropatia (gruppo 1, n = 45), microalbuminuria (gruppo 2, n = 16) e nefropatia avanzata (gruppo 3, n = 42). Sono stati studiati la durata della diagnosi di retinopatia e nefropatia, emoglobina glicosilata, acuità visiva, complicanze e storia del trattamento.

Pubblicità e progresso

L’emoglobina glicosilata media del gruppo 3 (8,4 ± 1,2) era superiore a quella del gruppo 1 (7,7 ± 1,0) o del gruppo 2 (7,7 ± 1,0) ( p = 0,04). L’intervallo medio tra PRP e diagnosi di nefropatia era 8,8 ± 6,0 anni nel gruppo 2 e 8,7 ± 4,9 anni nel gruppo 3. La significativa riduzione dell’acuità visiva nel gruppo 3 (28 occhi, 35,9%) era significativamente superiore a quella del gruppo 1 (15 occhi, 18,1%, p = 0,01) o gruppo 2 (6 occhi, 20,7%, p = 0,03). Solo l’emorragia del vitreo ha mostrato un’incidenza significativamente più elevata nei gruppi 2 e 3 rispetto al gruppo 1 ( p = 0,02). L’analisi di regressione multivariata ha rivelato che il sesso femminile e l’emoglobina glicosilata inferiore erano significativamente associati ad un effetto protettivo sullo sviluppo della nefropatia.

In ambito clinico, molti pazienti con retinopatia diabetica che richiedono PRP sviluppano nefropatia in media da 8 a 9 anni dopo la PRP. Il sesso maschile e l’emoglobina glicosilata più alta potrebbero essere fattori di rischio di nefropatia.

Studio pubblicato su Korean Journal of Ophthalmology.