Vivo col Diabete

Viviti

Le metafore e i luoghi comuni sul diabete sono innumerevoli, e ogni giorno ne nasce qualcuno di nuovo: un poco come le uova del dinosauro e il petto di pollo che si annidano tra le offerte del supermercato.

Tanto è che poi ripercorro il mio vissuto con la malattia e non mi riconosco con l’altro, gli altri compagni, all’anagrafe, della stessa patologia.

Pubblicità e progresso

Sono tante le variabili che ci accompagnano, e ciascuno fa storia a sé, ma ci accomuna la voglia, il desiderio di restare informati, imparare e stare aggiornati per vivere il diabete, la vita al meglio.

Pulpiti e prediche nel nostro ambiente non servono, non occorrono lezioni, ci vuole tanta pazienza, tenacia, ascolto e ragionamento: a cominciare da un buon livello di comunicazione.

Vivo perché sono morto dentro tante volte,
amo perché ho provato l’odio e mi ha fatto paura,
do perché so che cosa vuol dire non ricevere niente,
ascolto perché mi piace vedere le parole risplendere quando vengono ascoltate,
apro il mio cuore perché è l’unico modo di farlo respirare.

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