Vivo col Diabete

Mi basto

Avere 56 anni di diabete tipo 1 su 58 di vita offre dei buoni vantaggi.

Per prima cosa puoi sostanzialmente fregartene ma in modo diverso da quando ne avevi venti o trenta di anni, perché prima eri insofferente e la misura la ritenevi colma, pertanto desideravi fare quel che ti pareva, tanto il diabete è come un equalizzatore, con la glicemia che va su e giù, a volte con un perché e altre perché?!? E allora cosa serve sbattersi quando neanche i medici lo sanno, o non sanno dare una risposta, soluzione.

Già e facile fare accademia, relazionare in modo eloquente e seducente. Poi dipende.

E invece col passare degli anni dopo che ti si sono cascate le palle, oppure eutrofizzate, ti cascano pure i capelli, hai il ventre molle e la vescica piena e capisci come tutto quel che viene è un dono e se sei arrivato fin quasi ai sessanta beh hai una bella resistenza  e quindi la paura puoi cancellarla dal dizionario  della vita.

Certo c’è tanto da lavorare, fare per migliorare il mio, nostro quotidiano, a cominciare da cure meno attaccate ai garbugli normativi, alle dinamiche della spesa e nei quali la visita medica rappresenta un angolino dove fare/dare il bisognino e nulla più, tra pazienti di serie A e pazienti di serie Z. E si va avanti arrangiandosi. A cominciare dalla ricerca scientifica per ottenere cure che ci semplifichino la vita con percorsi clinici ottimizzati, utili a pazienti e team diabetologico per ottenere migliori informazioni e terapie.

56 anni possono bastare per capire tutto questo, per vivere e non vegetare.

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