Vivo col Diabete

Io sono la mia mente…

Ultimamente ho incontrato delle persone che puntualmente la loro frase è stata : “ma tu non sembri malata”. Come se avere una malattia per forza si deve vedere. O si deve capire. Beh, devo dire che la cosa mi ha fatto pensare. E sai cosa ho capito? Che aveva ragione Rita Levi Montalcini. Io non sono il mio corpo: io sono la mia mente. Suona strano vero? Invece no. Perché se io dovevo essere il mio corpo, beh, sarei a pezzi adesso. Oh si. Che avere a che fare con una malattia cronica come il diabete, beh, non è una passeggiata. Soprattutto per tutto quello che ne comprende. Soprattutto perché è una cosa che ti fa rischiare su tutto. E molte volte quel tutto è reale, esiste davvero. Eh si. Non è un incubo. È la semplice e cruda realtà. Però io non sono il mio corpo. Il mio corpo mi ha tradito. Lo fa ogni volta più spesso negli ultimi anni. E scoprire questa cosa quando hai solo 28 anni e alcune volte anche meno, beh, non è facile da digerire. Anche se non si vede. E sai perché? Perché io sono la mia mente. Sono le scelte che faccio. E io scelgo di vivere indipendentemente tutto. Sembra strano vero? Eh no. Io mi aggrappo a quei pezzi di vita che ho. E scelgo di prendere il meglio. Se è facile? Per niente. Però poi che alternativa ho? Chiudersi nel buio della strada del vittimismo è facile. Troppo. E a me le cose facili non sono mai piaciute. Alla fine è sempre stato così. Tra arrendermi e lottare, ho sempre lottato. Ovvio che molte volte sono uscita a pezzi. Così tanto che molte volte mi sono chiesta chi me l’ha fatto fare. Ma poi che scelta ho? Nessuna. Si deve lottare per vivere. Anche quando il nostro “nemico” è il nostro corpo. Soprattutto in quel caso.

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