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Colpa degli ftalati?

Il rischio di obesità può essere aumentato dall’esposizione a sostanze chimiche ambientali comuni.

L’esposizione a comuni sostanze chimiche giornaliere, chiamate ftalati, può aumentare il rischio di disordini metabolici tra cui obesità e diabete, secondo i risultati presentati a Lione, alla riunione annuale della Società Europea di Endocrinologia, ECE 2019. Lo studio ha trovato una correlazione tra i livelli di esposizione al ftalato e marcatori di funzionalità epatica compromessa, indicatori di un aumento del rischio di obesità, diabete e malattie cardiache. Questi risultati suggeriscono che potrebbero essere necessarie ulteriori azioni per ridurre l’esposizione delle persone a questi prodotti chimici potenzialmente dannosi, ma comunemente usati.

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Gli ftalati sono additivi comuni utilizzati per produrre materie plastiche e possono essere rilevati in numerosi articoli di ogni giorno, tra cui latte, acqua in bottiglia, caffè istantaneo, profumo, trucco, shampoo, giocattoli e imballaggi alimentari. L’esposizione a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino è stata precedentemente implicata nel causare gravi danni alla fertilità e allo sviluppo, oltre che a un aumento del rischio di obesità nei roditori e nelle persone. Tuttavia, nessuno studio ha indagato direttamente come l’esposizione allo ftalato sia associata all’obesità e al metabolismo.

In questo studio, la professoressa Milica Medi Stojanoska e colleghi dell’Università di Novi Sad in Serbia hanno correlato i livelli di ftalati assorbiti dalle persone con il loro peso corporeo, l’incidenza di diabete di tipo 2 e i marcatori di alterazione del fegato e della funzione metabolica. Una maggiore esposizione agli ftalati è stata associata ad aumentati marcatori di danno epatico, insulino-resistenza e colesterolo in soggetti con obesità e diabete.

La Stojanoska afferma: “Sebbene sia un piccolo studio di associazione, questi risultati suggeriscono che non solo gli ftalati alterano il metabolismo per aumentare il rischio di obesità e diabete, ma anche causano danni tossici al fegato”.

La ricerca della professoressa Stojanoska sta ora esaminando gli effetti delle sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino sulla salute umana negli adulti, negli adolescenti e nei bambini.

La Stojanoska commenta: “Abbiamo bisogno di informare le persone sui potenziali effetti avversi degli interferenti endocrini sulla loro salute e cercare modi per ridurre al minimo il nostro contatto con queste sostanze chimiche dannose”.