Vivo col Diabete

C’è di peggio, c’è di meglio

Ho cominciato ad apprezzare il silenzio delle parole dette e il vociare delle parole scritte, perché le prime sono dettate dalle emozioni e rappresentazioni fisiche e mentali mentre le seconde sono si falsate ma al tempo stesso più meditate. E di voci ne ho sentite lungo questi lunghi anni che, visti da lontano sembrano essere passati in fretta, ma poi non è così.

Oggi parlo e scrivo molto.

Oggi mi faccio un cornetto: ho un anno di più col diabete giovanile, autoimmune, tipo 1: la cifra non è pari, sono 56, ma cosa importa?

Cos’è il diabete? C’è di meglio, c’è di peggio nell’eterno disquisire del male e del bene. Beh una cosa ve lo posso dire, al di là di quanto viene raffigurato in tutte le salse dentro alla rete, nei social e media: nessuno è uguale e in questo mega contenitore di patologie e storie personali c’è di tutto e di più. Dal candidato astronauta, al pilota di formula, al rocker, all’amputato, al cieco, dializzato e molto altro ancora.

Ed io non conto nulla da solo, sia con un giorno che una vita col diabete, perché la differenza la facciamo tutti noi insieme nell’essere squadra e saper tutelare, garantire le cure ai diabetici critici e più fragili.

E’ qui il senso di un giorno, di una vita che prosegue tra fatti, azioni e perché.

Oggi 3 maggio faccio 56 anni di vita con il diabete tipo 1, sono tanti? C’è tanto da fare per sostenere la ricerca per la cura del diabete. E allora aiuta AGD con il progetto di ricerca per debellare il diabete tipo 1. Assieme facciamo di più. Grazie! Roberto Lambertini

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La ricerca siamo noi

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