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Gli interventi sullo shopping online possono aiutare i clienti a comprare cibi più sani

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La modifica dell’ordine predefinito in cui gli alimenti sono mostrati sullo schermo o l’offerta di cibi con apporto più basso di grassi saturi potrebbe aiutare i clienti a fare scelte più salutari nello shopping online, secondo uno studio pubblicato sull’Open Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity.

Il dott. Dimitrios Koutoukidis, l’autore principale, ha dichiarato: “Trovare modi efficaci per ridurre il grasso saturo nei nostri carrelli della spesa, come carne, formaggio o dessert, può tradursi nel mangiarne meno, il che potrebbe ridurre il rischio pe il cuore Questa è la prima sperimentazione randomizzata a confrontare direttamente gli interventi mirati all’ambiente e incoraggiare l’individuo a scelte alimentari più sane: i risultati potrebbero fornire strategie efficaci per migliorare la qualità nutrizionale degli acquisti di cibo online”.

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Il dott. Koutoukidis e un team di ricercatori dell’Università di Oxford, nel Regno Unito, hanno condotto un esperimento con 1088 consumatori di generi alimentari provenienti da famiglie del Regno Unito, utilizzando un supermercato online sperimentale progettato appositamente per lo studio. Ai partecipanti è stato chiesto di selezionare dieci cibi “giornalieri” che loro e la loro famiglia volevano mangiare, da una lista della spesa pre-specificata.

I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a uno dei quattro gruppi. Al primo gruppo è stato mostrato un elenco di prodotti alimentari classificati in base al loro contenuto di grassi saturi dal basso all’alto (intervento a livello ambientale). Al secondo gruppo è stata offerta l’opzione di scambiare un prodotto ad alto contenuto di grassi saturi per uno simile con grassi saturi più bassi (intervento a livello individuale). Al terzo gruppo è stata mostrata una combinazione di entrambi gli elenchi classificati e offerta l’opzione di scambiare prodotti (intervento combinato), mentre il quarto gruppo non ha mostrato né una graduatoria, né la possibilità di scambiare prodotti (nessun controllo di intervento). Gli autori hanno scoperto che i partecipanti a uno qualsiasi dei gruppi di intervento hanno scelto prodotti con meno grassi saturi rispetto a quelli che non hanno ricevuto alcun intervento. La modifica dell’ordine predefinito era più efficace rispetto all’offerta di swap di prodotti.

Per i partecipanti che non hanno ricevuto alcun intervento, la percentuale di calorie da grassi saturi nei loro cesti è stata del 25,7%. Alterare l’ordine degli alimenti o offrire degli swap ha ridotto la percentuale di calorie da grassi saturi del 5,0% e del 2,0%, rispettivamente. Una combinazione di entrambi gli interventi li ha ridotti del 5,4% rispetto ai controlli. Il costo totale del carrello non differiva significativamente tra i gruppi.

Gli autori avvertono che questi interventi devono essere testati ora in veri supermercati online, poiché questa era una piattaforma sperimentale in cui i partecipanti sceglievano ma non ricevevano il cibo e non spendevano i propri soldi. Poiché la lista della spesa pre-specificata si concentrava su cibi ricchi di grassi saturi, l’effetto di questi interventi sarebbe probabilmente minore durante gli acquisti nella vita reale che includerebbero una gamma più ampia di prodotti.

Il dott. Koutoukidis ha dichiarato: “Questi risultati potrebbero essere capitalizzati dai supermercati online e potrebbero implementare una o entrambe le strategie sapendo che sono potenzialmente efficaci per ridurre il grasso saturo nei cestini dei loro clienti e quindi modellare le scelte alimentari degli alimenti.”

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