Diritti e rovesci

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Mobilità sanitaria. Gli italiani spendono più di 4 miliardi l’anno per curarsi fuori dalla propria regione. E’ quanto emerge dal nuovo report della Fondazione Gimbe che ha misurato i crediti, i debiti e i saldi della mobilità sanitaria extraregionale relativi all’anno 2017. Le compensazioni finanziarie riguardano per lo più ricoveri ospedalieri e day hospital, medicina generale e ambulatoriale, farmaci, cure termali e trasporti con ambulanza ed elisoccorso. 

• • • • 88 per cento E’ la percentuale del saldo attivo totale che deriva da Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Il nord è il punto di riferimento per chi deve curarsi, mentre le regioni del centrosud non rappresentano spesso la prima scelta per gli stessi residenti.

• • • • 300 milioni di euro Il totale dei debiti accumulati dalle sei regioni con maggiore “indice di fuga” (prestazioni erogate al di fuori della regione di residenza): in testa Lazio (13,2 per cento) e Campania (10,3 per cento) che insieme contribuiscono a un quarto della mobilità passiva, seguite da Puglia (7,4 per cento), Calabria (6,7 per cento), Sicilia (6,5 per cento): su queste regioni grava il 77 per cento del passivo totale della mobilità.

• • • • 4.578,5 milioni E’ il valore della mobilità sanitaria regionale del 2017 che rappresenta il 4 per cento della spesa sanitaria totale (113.131 milioni); una percentuale apparentemente contenuta ma che comporta una dispersione delle risorse pubbliche e private oltre che un aumento delle prestazioni non indispensabili o inappropriate.

• • • • 6 Sono le regioni, con crediti superiori ai 200 milioni, che posseggono il maggiore “indice di attrazione” per la cura di malattie: primeggiano Lombardia (25,5 per cento) ed Emilia-Romagna (12,6 per cento) che insieme coprono un terzo della mobilità attiva. Un ulteriore 29,2 per cento viene attratto da Veneto (8,6 per cento), Lazio (7,8 per cento), Toscana (7,5 per cento) e Piemonte (5,2 per cento).

• • • • 21 per cento E’ il calo percentuale di ricoveri avvenuti fuori regione dal 2006 al 2017. I ricoveri ospedalieri gravano per il 75 per cento del valore totale della mobilità e coinvolgono oltre 923.572 pazienti. Seppur in diminuzione, i costi derivanti dalla migrazione sanitaria restano alti e sono spesso dovuti alla mancanza di fiducia nei confronti delle aziende ospedaliere più vicine o alla volontà di voler evitare lunghe liste d’attesa.

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