Diritti e rovesci

Quando il medico va in vacanza, quando il medico è in ferie

Parlare di pazienti che aggrediscono dottori e infermieri al Pronto Soccorso non deve oscurare l’altra faccia degli incontri bianchi, quel lato sentimentale che chiunque con un po’ di fortuna ha sperimentato nella vita in veste di paziente o di sanitario. Non si può negare la valenza magnetica, il trasporto, il transfert come direbbero gli psichiatri che cattura i protagonisti di una relazione ospedaliera fino a forme di etereo e correttissimo erotismo, quel volo tra II Cup e Cupido per niente estraneo ai processi di guarigione. Da Platone in poi si accetta che qualsiasi relazione creativa sia anche erotica, intendendo per erotismo un flusso di forza vitale non necessariamente bidirezionale. Il discente che pende dalle labbra del docente, il paziente che pende dalle labbra del dottore, il dottore che mette le mani sui pazienti, sono esempi di come un’arte teorica possa diventare erotica. Come in tutti i tipi di amore quello tra medico e malato contempla il tradimento in tutte le sue espressioni fenotipiche, infinite come le malattie. Immorale o necessario, declinato in tragedia o in commedia, in questo periodo dell’anno lo si vuole tuttavia raccontare nella versione più innocente. Sventurata la donna che anche solo per una sera d’estate non ha provato Il brivido. Allo stesso modo cosa deve aver fatto un medico di così grave per non sentirsi dire almeno una volta in tutta la carriera, un pomeriggio d’agosto da un paziente “Dottore, possiamo tornare ancora da lei?”.

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È così che, nella città vuota che anela un gavettone di tachipirina un cardiopatico si congeda dallo specialista, «l’altro», quello in libera professione: il suo solito dottore è in vacanza. L’alacre professionista incurante della canicola sente il brivido, prova anche a mettersi nei panni del collega (peraltro adesso ridotti a un costume da bagno), senza grandi risultati. Il paziente quasi trema. Lui non voleva. E ora, dopo solo mezzora di carezze stetoscopiche ha dimenticato il curante di un tempo, il fidatissimo, il meticolosissimo, il modestissimo Dr …. L’aveva cercato ma mica è colpa sua se era in ferie. Forse nella Riccione del Fadigati bassaniano, o nella Cortina di un Augusto Muni esistito per davvero. La scappatella medica esiste, può essere solo un attacco di bovarysmo estivo (infatti può finire in farmacia) sollecitato da acufeni parossistici e fibrillazioni che neanche i più copiosi polase hanno trattenuto. La notizia dov’e? Eccola. In Regione si registra una costante crescita della libera professione intramuraria . Al Sant’Orsola si parla di quasi un +10% nell’ultimo anno. Il boom non si può attribuire solo alla scarsa offerta di salute coperta dal Servizio sanitario nazionale e alle liste d’attesa (in Emilia tra le più brevi d’Italia); concorrono favorevolmente il fenomeno delle assicurazioni sanitarie e la modernizzazione manageriale degli ospedali pubblici, obbligati a mettersi sul mercato dalla concorrenza di cliniche private, disinvolte se non aggressive e con una esposizione mediatica non sempre assecondata da pari competenze. Una sveglia obbligatoria e non un indicatore di malasanità come vorrebbero alcuni. Dietro a questi numeri ci deve essere qualcosa di più profondo e sentimentale. Se per una volta si decide di portare l’utilitaria dal meccanico di cui ci han parlato così bene anche se per dieci anni il tagliando l’abbiamo fatto in garanzia alla solita officina che adesso è in ferie, perché per la nostra vecchia carcassa non dovremmo flirtare con un professionista in un azzurro pomeriggio d’agosto, travolti da un insolito destino. Del resto, i medici non sono mai in vacanza. Il 27 agosto, sul treno Lienz-Dobbiaco pieno di cicloturisti che ritornano dall’amena ciclabile italo-austriaca, una bella donna toscana di 4o anni ha avuto un arresto cardiaco. Un prestante medico romano di 33 anni che viaggiava sullo stesso treno le ha praticato la rianimazione cardiopolmonare con massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca, per 40 minuti fino all’arrivo dell’elicottero. La donna si è salvata, ha una figlia di 6 anni. Anche il giovane medico ha figli. È una storia d’amore in vacanza anche questa.

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