Diritti e rovesci

La scatola le scatole del diabetico tipo 1

Ogni tre mesi vado a ritirare presso la farmacia dell’Ospedale di Bentivoglio, Provincia  di Bologna, il materiale di ricambio per il microinfusore dell’insulina, i sensori per il monitoraggio continuo del glucosio. La  procedura è solitamente celere, tempo massimo per il tutto 5 minuti. Oggi invece l’attesa è stata di poco più  di mezzora e a differenza delle altre volte dove o non c’era nessuno o poche persone davanti a me, stavolta la presenza era molto più ampia: complessivamente una cinquantina di diabetici tipo 1 adulti, giovani, maturi e anziani. Un affresco antropologico della nostra realtà si dirà. C’era anche una social amica di Facebook: Francesca Tedeschi con tanto di bimba e nonno.

Pubblicità

Come mai tutto sto intappo? La causa non era dovuta ad un diabetico ma da una persona che doveva ritirare materiale, una vagonata, per un paziente allettato, stomatizzato e soggetto ad alimentazione parenterale.

Nell’attesa, più lunga del solito, osservando il quadro reale ivi rappresentato ho ricevuto una ulteriore conferma di un fatto che concerne noi diabetici tipo 1 adulti: a parte la diagnosi e l’indifferenza null’altro nella stragrande maggioranza dei casi ci rende coesi, ci unifica, e questo con ancora maggiore forza oggi dove domina a livello sociale e individuale l’incertezza. 

L’anonimato diabetico vince e resta sovrano.

Pubblicità

Categorie:Diritti e rovesci

Con tag: