Batticuore

La relazione tra variabilità glicemica e disfunzione autonomica cardiovascolare nei diabetici tipo 1

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Il rigoroso controllo glicemico – riflesso da bassi obiettivi di HbA1c – è della massima importanza nella prevenzione e nella gestione delle complicanze nei pazienti con diabete mellito di tipo 1 (T1DM). Tuttavia, studi precedenti hanno suggerito che è importante considerare anche la variabilità glicemica a breve termine (GV), poiché eccessive fluttuazioni di glucosio possono avere un impatto aggiuntivo sullo sviluppo di complicanze diabetiche.

La potenziale relazione tra GV e il rischio di neuropatia autonomica cardiovascolare (CAN), espressione clinica di disfunzione autonomica cardiovascolare, è di crescente interesse. Questa revisione sistematica mira a sintetizzare le prove esistenti riguardanti la relazione tra GV e disfunzione autonomica cardiovascolare nel T1DM. È stata eseguita la ricerca elettronica nei database di Medline (Pubmed), Web of Science ed Embase, fino a ottobre 2019. Non c’erano limiti per l’anno di pubblicazione. La qualità metodologica è stata valutata con la scala Ottawa di Newcastle per studi osservazionali. Sono stati inclusi sei studi (quattro sezioni trasversali e due potenziali coorti). La qualità metodologica degli studi variava dal livello C ad A2. Due studi hanno esaminato l’associazione tra GV e variabilità della frequenza cardiaca (HRV) ed entrambi hanno trovato correlazioni negative significative.

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Per quanto riguarda i test del riflesso autonomo cardiovascolare (CART), due studi non hanno trovato, mentre altri due studi hanno trovato associazioni significative tra i parametri GV e i punteggi CART. Tuttavia, le associazioni sono state attenuate dopo l’aggiustamento per covariate come HbA1c, età e durata della malattia.

In conclusione, questa revisione sistematica ha trovato alcune prove preliminari a supporto di un’associazione tra GV e disfunzione autonomica cardiovascolare nel T1DM. Quindi, rimane incertezza sul fatto che una GV elevata possa contribuire indipendentemente all’insorgenza o alla progressione della CAN. L’eterogeneità nell’approccio metodologico ha reso difficile il confronto di diversi studi. Gli studi futuri dovrebbero quindi utilizzare parametri GV derivati ??uniformemente valutati, mentre per una definizione inequivocabile di CAN è necessaria una analisi standardizzata di HRV, CART e altri potenziali parametri della funzione autonomica cardiaca.

Ricerca effettuata dai medici dai Dipartimenti di Scienze della riabilitazione, Cardiologia, Endocrinologia, Facoltà di Medicina e Scienze della salute, Università di Gand, Belgio.

Pubblicato il 19 febbraio 2020 in Diabetes Metabolism research and Reviews

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