Diritti e rovesci

Non me ne frega niente

Per chi ancora non lo sapesse dentro alla parola “diabete” c’è un melting pot, crogiolo, calderone di situazioni patologiche, sociologiche, antropologiche, psicologiche ed economiche espressione di una società che vive e permette, nel bene e nel male, la commistione di elementi di origini diverse che in comune non hanno nulla, fatta eccezione del termine diabete.

Come avevo scritto qui tempo fa: esiste il diabete ma non i diabetici come entità aggregata e incisiva nella nostra società. E questa settimana sono balzate alla mia attenzione due notizie estreme che lasciano senza ulteriori commenti ed hanno in comune una parola: INSULINA, un farmaco salvavita nel diabete tipo 1 e allunga vita nel diabete tipo 2.

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Una sintetica elencazione:

#ATTD2020 I diabetici tipo 2 spesso rifiutano la terapia insulinica, ritardando il controllo della glicemia

Il 40% dei diabetici tipo rifiuta o ritarda il passaggio all’insulina come terapia.

L’OMS sa che l’insulina è troppo costosa. Come prevede di abbassare il prezzo?

L’insulina viene venduta illegalmente su Craigslist per una frazione del suo prezzo al dettaglio

“Insulina o morte”: con i prezzi alle stelle, i pazienti diabetici superano gli ostacoli per ottenere medicine salvavita

Dei quattro post linkati, ma il numero di quelli pubblicati è ben maggiore, a  cominciare dai casi di giovani diabetici tipo 1 morti negli USA perché non potevano permettersi di comprarsi l’insulina causa il prezzo elevato della stessa e le loro condizioni economiche svantaggiate (povertà, mancanza di copertura assicurativa), c’è un fatto: se non ci siamo, sia come singoli individui che come società scientifiche, associazioni di pazienti, promoter, testimonial e speaker, advocacy ed altri scritturati di turno neanche sulla terapia fondamentale per la conservazione in vita con il diabete: l’insulina, beh allora significa che come specie umana siamo già oltre i confini della realtà.

D’altronde a 10 anni dal varo del Manifesto dei diritti del diabetico, se chiedete quanti ne conoscono il contenuto, a parte i redattori, forse, nessuno ne saprà mezza, perché: al diabetico non gliene frega niente di niente.

Perché sogniamo la cura nel mondo per il diabete, ma poi a casa siamo bravi a far la guerra, capeggiando la rivolta dallo schermo, armati di tastiera, lanciando opinioni da mattino a sera. Significa che non ce ne frega niente, restando indifferenti. E mentre la gente grida aiuto io prego non capiti a me.

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