Vivo col Diabete

Ditologia: il vate entrepico dell’autarchico diabetico

Ieri sera partecipando ad una riunione del gruppo di autocoscienza diabetica sul ruolo dominante della compliance negli eventi dedicati all’introspezione armonica dei fenomeni quantici, stavo giusto parlando con una collega della parte che fa la biodioversità nella combustione carmica del panino di segale con sopra spalmato dello strutto.

L’argomento lo riconosco la mattina presto non è di facile assimilazione, un poco come parlare di uno dei tormentoni attuali costituito da Panzironi che ha fatto e fa i milioni vendendo diete e integratori, cibarie, di indubbia inutilità sociale e alimentare e di chiara dannosità per l’umano corpo. Ma come si sa di fronte ai milioni si inchinano potenti e religioni.

E per un diabetico la ditologia oggi e ieri gioca una parte dominante, poiché con la dittatura del dito puoi cacciarlo nel saluto come controllare la glicemia, ma con il processo di secolarizzazione in diabetologia e l’avvento della tecnologia anche la ditologia ha i mesi contati.

Come affrontare la transizione allora?

Con la militarizzazione dei diabetici e dei medici diabetologi, nonché dell’intero team dei centri di diabetologia: d’altronde i diabetici sono un esercito, la patologia richiede disciplina und esercizio, riflessioni e flessioni, strategia. E tra byte e battito il diabete mellito deve essere massiccio, con la ditologia e senza dietrologia.

Non so se moriremo diabetici ma senz’altro viviamo da diabetici in autarchia