Complicanze varie/eventuali

Riepilogo dei dati preliminari sull’obesità e la gravità di COVID-19

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In un “commento” pubblicato in Nature Reviews Endocrinology gli autori del Centro tedesco per la ricerca sul diabete (DZD),del l’ospedale pediatrico di Boston e della Harvard TH Chan School of Public Health hanno effettuato ulteriori ricerche sulle relazioni di obesità, distribuzione del grasso sproporzionata e salute metabolica ridotta con la gravità di COVID-19.

Gli autori sottolineano che la maggior parte degli studi che hanno riportato comorbilità in pazienti con COVID-19 non ha fornito dati sul peso corporeo e sull’altezza, che vengono utilizzati per stimare la massa del tessuto adiposo, calcolando l’IMC. Nel loro commento riassumono anche brevemente nuovi risultati della ricerca, derivanti in parte da articoli che non sono ancora stati sottoposti a revisione paritaria, indicando che il sovrappeso e, in particolare, l’obesità possono associarsi a un rischio sostanziale di un grave decorso di COVID-19. È importante sottolineare che questi studi suggeriscono come questo rischio è indipendente dalle malattie cardiometaboliche e da altre comorbilità.

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Gli autori discutono quindi di possibili meccanismi che spiegano questa relazione. Tra questi la disfunzione respiratoria nell’obesità può provocare polmonite associata a ipoventilazione e stress cardiaco indotto da ipossia. Inoltre, sottolineano che non solo il calcolo dell’IMC, ma anche la misurazione della circonferenza della vita e dei livelli di glucosio e insulina, che possono essere utilizzati per determinare la presenza di prediabete e resistenza all’insulina, possono essere importanti, poiché questi parametri sono determinanti indipendenti di malattie cardiometaboliche, polmonite e mortalità.